Caso Rignano, assoluzione 5 imputati confermata anche in appello
Roma La Corte d’Appello di Roma ha confermato l’assoluzione per i cinque imputati nel processo sulle presunte violenze avvenute tra il 2005 e il 2006 nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio.
I cinque imputati - le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, la bidella Cristina Lunerti e Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio - erano stati assolti anche in primo grado dai giudici del Tribunale di Tivoli.
Per Del Meglio e Lunerti il procuratore generale Giancarlo Amato aveva sollecitato la condanna rispettivamente a 6 anni e 10 mesi e a 7 anni. Per gli altri tre aveva chiesto la conferma dell’assoluzione, secondo quanto era stato deciso dal Tribunale di Tivoli il 27 maggio del 2012. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.
Violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minori, sequestro di persona, atti osceni e altro: sono queste le imputazioni che sono state contestate ai cinque imputati al termine dell’inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Tivoli. I fatti vennero denunciati dai genitori di una ventina di bambini che frequentavano la scuola materna e poi dichiarati insussistenti con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Tivoli. Ora le due condanne sollecitate dal procuratore generale Amato si riferiscono alle presunte violenze subite da cinque delle presunte ‘vittime’. E la responsabilità di questi comportamenti è stata attribuita alla bidella Lunerti e alla maestra Del Meglio.
“Prendiamo atto di questa sentenza che conferma l’assoluzione di tutti gli imputati. Inutile dire che sarà necessario aspettare il deposito delle motivazioni anche per valutare un eventuale ricorso in Cassazione. Dispiace, però, che ancora una volta non si è voluto credere alla parola di questi bambini come non si è voluto credere ai risultati delle perizie, che senza margini interpretativi, hanno ricollegato le sintomatologie riscontrate sui minori a traumi di natura sessuale”, hanno affermato gli avvocati Luca Milani, Franco Merlini e Antonio Cardamone, che erano costituiti parte civile nel processo per conto dei familiari dei bambini.
“La decisione dei giudici non mi sorprende perché oggettivamente tutte le possibili soluzioni alternative a quella assunta oggi erano già state esaminate nel processo di primo grado e convincentemente bocciate. Così stando le cose la Corte non poteva che assolvere come ha fatto”, è invece la considerazione dell’avvocato Giosuè Bruno Naso, che ha difeso la maestra Magalotti.
