Tripoli E’ il caos in Libia, dove ieri due persone sono state uccise e 55 ferite a sud di Tripoli, mentre a Bengasi l’aeroporto e la televisione privata che aveva trasmesso un messaggio del colonnello, Mokhtar Farnana, che parlava a nome dell’esercito, sono stati attaccati dal lancio di razzi. ”Sfortuntamente ci sono due morti e 55 feriti’’ per gli scontri tra milizie rivali a sud della capitale, ha detto il ministro della Giustizia libico Salah al-Marghani, aggiungendo che le violenze di Tripoli ”non hanno legami reali’’ con l’offensiva lanciata venerdì contro gli estremisti islamici nell’est del Paese. ”Il governo condanna l’espressione di opinioni politiche attraverso l’uso delle forze armate’’, ha aggiunto al-Marghani, che poi ha rivolto un ”appello per una fine immediata dell’uso dell’arsenale militare e invita tutte le parti a riprendere il dialogo e la riconciliazione’’. Intanto a Tripoli restano sospese le attività del Parlamento dopo che ieri sono entrati nella sede dell’Assemblea alcuni uomini armati fedeli al generale in congedo Khalifa Haftar, responsabile del comando delle truppe di terra dell’autoproclamato ‘Esercito libero’ che nel 2011 ha combattuto per la deposizione del regime di Muammar Gheddafi. Secondo il Libya Herald, in seguito all’assalto condotto ieri al Parlamento libico sono stati sequestrati sette deputati. A Bengasi, nell’est della Libia, nella notte sono invece stati lanciati razzi contro la base aerea di Benina, chiusa venerdì per motivi di sicurezza, e contro la televisione privata ‘Libya International’, che poco prima aveva trasmesso il messaggio di un colonnello, Mokhtar Farnana, che parlava a nome dell’esercito. La Tunisia si prepara - La Tunisia invierà 5mila soldati al confine con la Libia all’indomani dell’assalto al Parlamento di Tripoli da parte delle milizie guidate dall’ex generale Khalifa Haftar. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno di Tunisi, Lotfi Ben Jeddou, al termine di una riunione di emergenza del governo. Jeddou ha sottolineato che la Tunisia ha deciso di prendere “misure proattive” per rafforzare la sicurezza al confine e prevenire ogni possibile conseguenza per la situazione in Libia. Nel corso di una conferenza stampa, il ministro ha quindi espresso preoccupazione per l’impatto che gli eventi in Libia potrebbero avere sui libici che vivono in Tunisia, stimandoli in “1,9 milioni”.