Roma Silenzio nelle piazze, silenzio sulle tv: la campagna elettorale degli scontri verbali, delle urla e degli attacchi frontali, osserva il silenzio elettorale. Ventiquattro ore di tregua verbale che, negli ultimi anni, non di rado, è stata rotta da qualche dichiarazione strappata ai leader di fronte ai seggi elettorali. Venerdì ci sono stati i comizi di chiusura, gli appelli finali in vista del voto: Renzi a Firenze in piazza della Signoria, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio a Roma in piazza San Giovanni e Berlusconi al Centro congressi della provincia a Milano. Ultimi appelli, lanciati all’elettorato con messaggi diversi. Domenica - dalle 7 alle 23 - sarà anche il giorno del rinnovo dei consigli regionali in Piemonte e Abruzzo, con quasi 17 milioni di italiani chiamati alle urne per l’elezione dei sindaci di 3900 comuni, tra i quali Firenze, Bari, Bergamo, Modena, Perugia e Sassari. Seggi aperti a Malta, in Lettonia e Slovacchia - Intanto a pronunciarsi sulla composizione del prossimo Parlamento europeo sono chiamati sabato gli elettori lettoni, maltesi e slovacchi. Proseguono inoltre le operazioni di voto iniziate venerdì nella Repubblica ceca. In Slovacchia - dove 4,4 milioni di elettori sono chiamati ad eleggere i loro 13 rappresentanti - l’affluenza alle urne potrebbe far registrare un record negativo secondo i sondaggi diffusi prima del voto. In Lettonia gli aventi diritto sono 1,5 milioni, i seggi attribuiti al Paese sono 8. Il voto viene anche considerato un’indicazione in vista delle elezioni parlamentari in programma nel Paese per ottobre. A Malta sono 330mila i cittadini chiamati ad esprimere 6 legislatori europei.