Ucraina, ucciso da un colpo di mortaio il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli
Roma Le autorità ucraine hanno informato la Farnesina dell’uccisione del giornalista italiano Andrea Rocchelli che si trovava nell’area di Slovyansk. All’accertamento definitivo manca il riconoscimento della salma che è stata trasferita, insieme a quella di un cittadino russo, dall’ospedale di Andreevka a quello di Slovyansk, distante pochi chilometri, precisa la Farnesina in un comunicato.
La famiglia del giovane reporter è stata in queste ore in contatto con la Farnesina e l’Ambasciata a Kiev, che l’assisterà al suo arrivo nella capitale ucraina.
La morte di Andrea Rocchelli è stata violenta ed è l’unica cosa che si sa fino a ora, precisano fonti della Farnesina sottolineando che non ci sono ancora elementi per poter precisare il tipo di arma e il proiettile che ha ucciso il fotoreporter. Insieme a Rocchelli e al suo interprete russo è rimasto ferito un giornalista francese, William Roguelon, poi dimesso dall’ospedale in cui era stato ricoverato.
La testimonianza del giornalista francese – Assieme a Rocchelli e all’interprete al momento dell’attacco c’era il collega francese Roguelon. “Abbiamo sentito colpi di kalashnikov, poi sono piovuti colpi di mortaio”. Uno dei colpi, spiega il giornalista, è caduto “nel fossato” dove si erano rifugiati. Roguelon è rimasto ferito e non aveva idea, quando si è recato in ospedale, delle condizioni del fotoreporter italiano e dell’interprete francese.
