Palermo Arte, musica e aggregazione urbana in mezzo a un’area verde estesa per 10 ettari e che accoglie almeno 12.000 specie differenti specie differenti di piante (FOTO). E’ l’Orto botanico di Palermo, apprezzato e citato anche negli scritti di letterati o illustri viaggiatori nel corso dei due secoli della sua esistenza. Uno spazio oggi più che mai “aperto a diverse iniziative” che lo rendono “un nuovo punto di aggregazione per i palermitani” anche più giovani, come conferma all’Adnkronos lo stesso direttore, Francesco Maria Raimondo, nonché assessore comunale al Verde. “C’è un interesse crescente del pubblico e un incremento dei visitatori” da quando le più diverse iniziative di carattere artistico o scientifico hanno fatto il loro ingresso nello storico spazio risalente agli ultimi anni del XVIII secolo. Raimondo parla di “una crescita progressiva di pubblico negli ultimi vent’anni” che fa ben sperare per il futuro dell’Orto, anche in considerazione di maggiori investimenti nell’area verde sempre più protagonista della vita pubblica. Il visitatore, al suo ingresso nell’Orto, nato sotto il segno di un grande entusiasmo storico ed esempio di architettura neoclassica in Sicilia, si ritrova davanti circa 100 mila metri quadrati di meraviglie con specie rare. Lo spazio, inaugurato nel 1795, è suddiviso in settori: alcuni risalenti alla fondazione, altri sono stati creati in seguito al suo ultimo ampliamento nel primo ventennio del secolo scorso, altri ancora risalgono all’ultimo decennio quando sono state introdotte nuove collezioni. Tre i principali settori: il sistema Linneo, quello di Engler (che custodiscono le maggiori collezioni di piante) e un terzo, quello sperimentale, che ha accolto negli ultimi anni importanti collezioni sistematiche e biogeografiche. Tra queste si ricordano il complesso delle Cicadee, il Palmetum, il frutteto tropicale, il settore delle piante medicinali e aromatiche. Il visitatore si perderà tra le bellezze esotiche tra le specie diverse di palme o tra gli esemplari di Ficus Magnolioides, di Dracene, di Aloe, di Araucarie Columnares, la più alta pianta dell’orto. Basti considerare che per la ricchezza vegetativa che ospita e per la sua grandezza, l’Orto botanico di Palermo è considerato uno dei più importanti d’Europa. L’area, infine, fino al 29 giugno ospita una serie di interventi ‘site specific’ dell’artista fiorentina Meri Iacchi. ‘Connected#Palermo’, questo il titolo della mostra, si proporrà di innescare una serie di relazioni tra gli spettatori, la natura e le opere. L’artista, che ha già lavorato in questa direzione presso il Museo dell’Orto Botanico di Firenze, ha attivato in questo progetto a Palermo rapporti di scambio e partecipazione con persone e gruppi, artisti e associazioni della città. Ospitare altri artisti all’interno della mostra, in una serie di eventi collaterali (incontri, performance e talks), significa fare in modo che i concetti di collaborazione e scambio con la gente e il territorio diventino il punto di forza di questo modo di pensare e praticare l’arte.