Taxi in rivolta, da Milano a Stoccolma protesta europea contro Uber
(AdnKronos) - I tassisti europei si uniscono contro Uber. Giovedì decine di migliaia di taxi di numerose città europee si fermeranno. Nel mirino la piattaforma informatica statunitense, utilizzabile con i cellulari, ritenuta responsabile di portare via clienti e affari. E’ dal 2009 che gli inventori di questa app stanno sfidando con successo il servizio pubblico.
Protesteranno da Milano a Stoccolma, passando per Parigi e Bruxelles. Se le cifre indicate dai sindacati saranno confermate, dovrebbero incrociare le braccia dodicimila tassisti londinesi, tremila che percorrono i boulevard della capitale francese, mille a Berlino. Una protesta europea per chiedere “legalità rispetto all’abusivismo”, spiega il presidente del Satam di Milano, Raffaele Grassi. Il fermo meneghino inizierà alle 8 e terminerà alle 22. Garantito solo il servizio per anziani, malati e situazioni d’emergenza. Non tutte le capitali però sono coinvolte. Roma, assieme a Napoli, non parteciperà alla protesta, una scelta che Vito Inserrato, presidente di RadioTaxi Milano, spiega con il minor coinvolgimento delle due grandi città nella controversia tra tassisti e Uber. Nereo Villa, segretario generale del Satam Cna, ricorda che dopo l’incontro del 21 maggio tra i sindacati di categoria e i rappresentanti del governo, tra cui il ministro ai Trasporti Maurizio Lupi, il prefetto Paolo Tronca e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, “non ci hanno più fatto sapere nulla. In quella sede - prosegue Nerea - sono stati assunti degli impegni per far rispettare le norme e le leggi di settore e intervenire con rapidità soprattutto nei confronti di UberPop”, la app che permette a chiunque di fornire un servizio taxi, senza licenza né tassametro. Per il fermo di giovedì, racconta Villa, “abbiamo dato 15 giorni di anticipo, così da consentire alle forze politiche di agire per far slittare o annullare questa manifestazione. Questo non è avvenuto -continua il presidente di Satam - per tanto domani parte il fermo”. Eppure, dice Emilio Boccalini, presidente di Taxi Blu, “le sentenze del Tar e della Corte di Giustizia Europea hanno ribadito che il quadro normativo italiano è legittimo e valido, vanno solo applicati i decreti attuativi”.
