Piazza Affari chiude negativa
(AdnKronos) - Seduta pesante per Piazza Affari, che chiude a 21.694 punti (-1,33%) ed è la peggiore a fine seduta tra le europee. La giornata è segnata principalmente dallo stacco delle cedole per alcuni dei titoli principali del listino milanese, tra cui Terna (-4,57%) e altre utilities come A2a (-2,83%) ed Enel (-3,38%). Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude in leggero ribasso a 147 punti rispetto all’avvio (151), mentre oltreoceano proseguono in calo frazionali gli indici di Wall Street. I dati macro dagli Stati Uniti sono superiori alle attese sia per quanto riguarda la vendita case esistenti (+4,9% a maggio) sia per quanto concerne l’attività manifatturiera: l’indice Flash Pmi manifatturiero è salito a 57,5 punti dai 56,4 di maggio. In questo scenario, il Dow Jones prosegue in calo dello 0,19% a 16.914 punti; il Nasdaq segna un ribasso dello 0,15% a 4.361 punti. Interessate da ribassi generalizzati anche le piazze finanziarie europee dopo che i risultati dei dati sull’attività manifatturiera hanno deluso le aspettative degli investitori. In particolare, quello francese è calato a 47,8 dai 49,6 del mese di maggio. La borsa di Parigi chiude la seduta in calo dello 0,57% a 4.515 punti, quella di Francoforte cede lo 0,66% a 9.920 punti. Londra segna -0,36% a 6.800 punti, Madrid -0,33% a 11.118 punti.
Tra i titoli in rialzo c’è da segnalare Finmeccanica, che continua la sua corsa sul Ftse Mib (+2,45%) dopo gli acquisti della scorsa settimana sulla scia della riorganizzazione del gruppo. Chiudono sopra la parità Eni (+0,20%) e Gtech (+0,05%). Sono tutti in ribasso, invece, i titoli bancari: gli occhi degli investitori erano puntati su Bper che, nel giorno di avvio dell’aumento di capitale da 750 milioni chiude a 6,5 euro (-2,55%). Male i diritti, che cedono il 10,33% a 0,603 euro. Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni è di 5,14 euro. Tra le banche, chiudono in rosso anche il Banco Popolare (-2,87%), Unicredit (-1,66%) e Intesa Sp (-1,52%). Giornata di vendite sul titolo di Mediaset (-2, 35%), al centro della partita per l’assegnazione dei diritti tv: l’assemblea della Lega Calcio di serie A chiamata a decidere sui diritti televisivi per il triennio 2015-2018 si aggiorna a mercoledì. Tra gli industriali, cedono a fine seduta Fiat (-1,25%), Telecom (-1,24%) e Pirelli (-1,56%).
