(AdnKronos) - Con un voto su un emendamento dei relatori, la commissione Affari Costituzionali ha dato il via libera al ritorno dell'immunità per deputati e senatori. Sull'emendamento - approvato a larga maggioranza anche con il voto favorevole di Fi e Lega Nord, come ha riferito al termine della seduta il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi - si sono pronunciati contro i rappresentanti di M5S e Sel. Il senatore di Fi, Augusto Minzolini, si è astenuto. La modifica introdotta con l'emendamento, cancella l'articolo 6 del testo sulle riforme del governo, prevedendo un ritorno al testo originario dell'articolo 68 della Costituzione: l'autorizzazione a procedere nei confronti di un parlamentare dovrà essere decisa dalle Giunte Parlamentari della Camera di appartenenza. Il testo scritto dal governo stabiliva la copertura dell'immunità solo per i deputati. M5S all'attacco - "Uno sfregio al dialogo con i cittadini". Così il M5S, con una nota firmata dal capogruppo in Commissioni Affari costituzionali Giovanni Endrizzi, commenta il ripristino dell'immunità per deputati e senatori. "Un voto da brividi. Pd, Lega e Fi non sono uguali ai cittadini italiani davanti alla legge", scrive su Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S). Testo in aula mercoledì 9 luglio - Salvo sorprese e ritardi, il testo sulle riforme istituzionali arriverà in aula al Senato mercoledì 9 luglio. Lo ha comunicato il presidente dell'assemblea Pietro Grasso, riferendo le decisioni della capigruppo che ha approvato - provvisoriamente e a maggioranza - il calendario dei lavori fino al 17 luglio. Come previsto, fino a martedì 8 luglio, continuerà l'esame degli emendamenti in commissione Affari Costituzionali. Il giorno dopo - a partire dalla seduta antimeridiana - l'assemblea inizierà l'esame dei ddl sulle riforme costituzionali a patto che la prima commissione esaurisca in tempo il lavoro in corso.