Roma, Montesano si candida: "L'assessore alla cultura lo faccio io gratis"
(AdnKronos) - Da ormai 40 giorni Roma è senza assessore alla Cultura, e cresce il pressing sul Campidoglio per un nome che sia all'altezza della Capitale.
Enrico Montesano, attore romano di lungo corso, si fa avanti e nonostante il suo solito fare giocoso, non scherza affatto. "Mi propongo come assessore alla cultura di Roma. Sono bravissimo! Se il sindaco mi chiama, ci vado gratis". "Ho già rifiutato la mia pensione di deputato - rimarca - Non sono un uomo venale e se Marino ha bisogno di una mano, ci vado volentieri". In fondo non c'è niente di strano, "Milan Kundera e, ancora di più Italo Calvino nelle 'Lezioni americane'" invitano a non scambiare la leggerezza con la mancanza di profondità "e a volte - dice Montesano - si scoprono cose straordinarie dietro ad un attore comico".
Massimiliano Tonelli, fondatore del blog 'Roma fa schifo' (che sta avendo un successo sempre maggiore), direttore editoriale di Arttribune e prima di Exibart, chiamato in causa dall'esponente del Pd Michele Anzaldi che lo ha proposto come responsabile della cultura, spara a zero. Quello dell'assessore è l'ultimo dei problemi di Roma, dice. Una città che versa in una situazione talmente "grave sotto ogni punto di vista, che non sarebbe certo la casella dell'assessorato a rimettere tutto a posto. La verità è che andrebbe commissariata e rivoltata come un pedalino, ma l'inefficienza, purtroppo, serve alla corruzione".
"Non sono stato mai contattato - chiarisce Tonelli all'Adnkronos - ma credo che sia stato fatto il mio nome perché sono giovane, non ho legami con i partiti e credo anche per la mia esperienza ormai ventennale. Credo anche, però, che chiunque venga scelto dovrà avere una squadra all'altezza del compito". E' un quadro a tinte foschissime quello disegnato da Tonelli, secondo cui "il problema assessore ora è accantonabile, persino patetico, nel senso che a Roma non funziona davvero nulla. L'altro giorno nel quartiere Talenti si è suicidata una persona e la polizia mortuaria è arrivata dopo 8 ore. Una cosa assurda che simboleggia una Roma governata da un lassismo diffuso. Stamattina poi la ferrovia Roma-Giardinetti è rimasta ferma fino alle 11,30 per mancanza di personale. E questo mentre imperversa il dibattito su un Atac gonfia di gente. Di cose che non vanno ce ne sono talmente tante: la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde, lo stato delle strade, la gestione dell'estate romana. Stanno iniziando a chiudere pure i parchi. L'ultimo è il caso di quello a Torrione Prenestino, aperto due anni e fa e ora sigillato, per mancanza di manutenzione. Era diventato pericoloso. E questo in una città con 65.000 addetti, la più grande azienda italiana che va avanti senza una organizzazione e senza le necessarie riforme. Riforme che nessuno ha interesse a fare per non toccare gli interessi di chi non ha voglia di lavorare e di chi vuole lucrare sull'inefficienza intascando mazzette".
"L'inefficienza - rincara la dose Tonelli - serve alla corruzione perché se un commerciante, o chiunque altro, per fare una pratica ci impiega poco scaricando i documenti necessari dal sito è un conto, se invece deve aspettare mesi, tenta ovviamente altre strade e paga per velocizzare le pratiche che gli sono necessarie. Ecco quindi che l'inefficienza fa comodo a qualcuno, che ci guadagna e anche parecchio".
Ma se Massimiliano Tonelli diventasse davvero il prossimo assessore alla Cultura di Roma, quali sarebbero le prime mosse, simboliche, del suo mandato? "Metterei subito dei paletti alla Sovrintendenza comunale che, col pretesto di manutenere le opere, blocca la città. Nessuno ha eletto la sovrintendenza, ne fanno parte persone che nessuno conosce, però, loro decidono se un investimento è accettabile oppure no, se una strada si può fare o no. Ora per esempio la Sovrintendenza ha chiesto di togliere i paletti dissuasori dai marciapiedi che impediscono alle macchine di sostarvi...".
Non solo. Tonelli punterebbe anche su "un progetto l'anno di grandissimo respiro, da vera capitale occidentale, invece di seguire tante cose. Un progetto che faccia da treno e non necessariamente di ampliamento dell'offerta culturale, che è già anche troppo ricca. Per esempio - dice con chiarezza - un museo della fotografia al Mattatoio non è affatto necessario". Il direttore editoriale di Arttribune riterrebbe importante anche "unire gli sforzi del Comune con quelli della Regione che ha più risorse e buone idee, come quella di attrarre talenti: se aumenta la percentuale di classe creativa in un ambiente urbano - osserva - i benefici vanno in automatico". Infine il Valle Occupato. "L'occupazione, come tutte le occupazioni (inclusa quella del Cinema America, che, però, è privato) vanno interrotte. Quale investitore straniero metterebbe i suoi soldi in una città dove è tollerata l'occupazione illegale di siti, pubblici o privati che siano?". Per il Valle "ci deve essere un bando scritto e che vinca il migliore!"
BONITO OLIVA: "CULTURA E' PETROLIO" -. Il critico d'arte Achille Bonito Oliva non si sbilancia né indicando un nome, a suo parere, idoneo, né facendo previsioni su quel che accadrà. "La cultura a Roma è petrolio. Il sindaco Marino si sbrighi a trovare un petroliere all'altezza, una persona dinamica, libera, non condizionabile e capace di progettare. L'assessorato alla cultura è importantissimo perché produce sia valori estetico-culturali sia economici. L'arte diffusa nella città di Roma, da quella archeologica a quella contemporanea, richiede una gestione adeguata e costruttiva". "Personalmente non faccio previsioni, né faccio il tifo per qualcuno in particolare - dice all'Adnkronos - perché credo che l'assetto della giunta richieda una riflessione. Non si tratta di trovare la figura salvifica solo per la cultura, ma si tratta di rafforzare una squadra che ha già le sue eccellenze. Per esempio il vice sindaco Nieri è un soggetto all'altezza della situazione, ha anche la delega per il patrimonio e ha idee buone come quella di concedere agli artisti degli spazi in modo da aprire uno studio per ognuno di loro". Ce ne sono però anche altre di "caselle scoperte come quella del Macro che è senza direttore. Insomma la riflessione deve essere collegiale e collettiva, Marino capisca che deve parlare con il vice sindaco e con le forze politiche che lo sostengono. Detto questo io non ho un nome da segnalare. Credo che il nome debba venire dopo un'analisi capace di cogliere le priorità di Roma".
IL SINDACO MARINO: "STIAMO LAVORANDO"- Il sindaco Ignazio Marino dal canto suo assicura che il successore di Flavia Barca verrà scelto a breve, nelle prossime settimane. "Stiamo lavorando con lo stesso criterio che ho annunciato tante volte - afferma -. Cerchiamo una persona di grande visione, dal punto di vista culturale perché fare l'assessore della cultura a Roma è come fare il ministro della cultura in un paese straniero e nello stesso tempo una persona che abbia anche grandi capacita amministrative perché la cultura è anche un luogo dove si deve produrre nuova economia, nuovi posti di lavoro".
