Legge elettorale, salta l'incontro Pd-M5S. Di Maio: "Noi restiamo al tavolo"
(AdnKronos) - Salta l'annunciato incontro tra le delegazioni del Pd e il M5S sulla legge elettorale. A stoppare il confronto sono stati i democratici che spiegano così la decisione: "Riteniamo imprescindibile - si legge in un breve messaggio del capogruppo dem alla Camera, Roberto Speranza - che tale confronto possa svolgersi solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Pd".
Il riferimento è alla richiesta ai cinquestelle da parte di alcuni esponenti dem di rispondere con un testo scritto al memorandum in 10 punti sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale.
I cinquestelle, poco prima dell'annuncio del Pd, avevano confermato l'incontro e già predisposto lo streaming. "Quello che a noi spiace è che si è persa un'occasione per gli italiani per arrivare a un punto concreto. Noi abbiamo le idee chiare, dall'altra parte vediamo molta confusione", ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.
Del confronto con il Pd "io nelle scorse ore ho parlato con Guerini", e il vicesegretario dem "non mi ha fatto sapere nulla" dell'incontro saltato. "Lo abbiamo saputo dai comunicati stampa. Dunque d'ora in poi noi parliamo solo con Renzi perché gli interlocutori del Pd che sono tra noi e il premier non sono affidabili", ha sottolineato il vicepresidente della Camera.
"Oggi si è mancato di rispetto a cittadini italiani, che si aspettavano un incontro in streaming, cosa che non abbiamo visto con Berlusconi", ha continuato.
"La cosa più semplice oggi era sparare a zero. Ma noi manteniamo aperto il canale per sapere cosa vuole fare il Pd e cosa vuole fare delle preferenze", ha puntualizzato il vicepresidente della Camera. "La cosa più semplice oggi è far saltare tavolo - ha aggiunto - noi vi spieghiamo la nostra idea, il nostro punto di caduta" per raggiungere un'intesa, "quella che speriamo verrà poi ratificata dagli attivisti in Rete. Non vogliamo far saltare il tavolo, noi vogliamo che parte di quelle proposte arrivino e migliorino l'Italicum".
Per il M5S elemento fondamentale "sono le preferenze, i cittadini devono poter scegliere e noi vogliamo dal Pd una risposta chiara su questo", ha sottolineato il vicepresidente della Camera.
"Noi lasciamo sul tavolo il doppio turno, però magari evitiamo che al primo turno si vince con il 37%", ha proseguito.
"Dall'altra parte vedo grandissima confusione e volontà di temporeggiare", ha detto Di Maio. "Io credevo che l'obiettivo fosse fare una legge elettorale in 100 giorni e non scriversi in carta bollata per 15 giorni. Se vogliono farla per corrispondenza lo dicano. Questa situazione è paradossale. C'è la volontà di temporeggiare", ha osservato.
"Se ci avessero detto ci vediamo fra due settimane per risolvere i nostri problemi interni, va bene, avremmo aspettato - ha aggiunto - Ci facciano capire e facciano capire agli italiani che cosa vogliono fare. Prima hanno chiesto le risposte, abbiamo rilasciato un'intervista rispondendo alle loro domande e poi hanno detto che le volevano scritte".
"Far saltare un tavolo perché non si è scritto sulla carta giusta... - ha ribadito Di Maio polemico - Io non posso preoccuparmi di quali siano le ragioni oscure di questa disdetta. Di certo si è mancato di rispetto agli italiani, che si aspettavano un incontro in streaming e non quello avvenuto tra Renzi e Berlusconi attorno a un tavolo di Palazzo Chigi davanti a un caffè".
"Se fossimo stati la maggioranza avremmo fatto una buona legge elettorale anche in meno di 100 giorni, ma non lo siamo quindi dobbiamo confrontarci", ha continuato il vicepresidente della Camera, spiegando che l'obiettivo dei 5 Stelle resta quello di "governare il Paese".
Di Maio ha quindi sottolineato: "Questo tavolo di confronto non ci vede concordi su tutto, su alcuni punti non siamo sicuri al 100%, ma - ha concluso - sappiamo bene che quando fai una trattativa lasci una cosa e ne prendi altre".
