Roma - Si presenta ancora in alto mare la trattativa tra Governo, Alitalia e sindacati sui 2.251 esuberi. Come è emerso oggi nel corso dell'incontro tra le parti, l'ipotesi presentata dalla compagnia alla quale si sta lavorando è quella della ricollocazione di 900 lavoratori ma, come hanno sottolineato i rappresentanti sindacali non c'è ancora nessuna certezza e nessuna soluzione concreta. Al round di questa mattina erano presenti per il governo il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi, la delegazione aziendale e i rappresentanti delle associazioni professionali di piloti e assistenti di volo Anpac, Anpav, Avia e l'Usb. "Non esistono certezze -ha riferito il coordinatore dell'Usb Andrea Cavola- per il recupero degli esuberi per assistenti di volo e personale di terra. Ci sono ipotesi di lavoro tutte da definire ma non ci sono certezze. E per questo non possiamo illudere nessuno finché queste certezze non ci saranno. Siamo convinti che vadano costituiti dei bacini, nell'arco di piano, dai quali attingere le persone da ricollocare. Non permetteremo accordi che poi rischiano di essere disattesi". Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è consapevole che il governo ha "tempi molto stringenti" sulla questione Alitalia. "Per il fine settimana dovremmo avere un'idea di come si concludono le cose. Sappiamo - aggiunge Poletti - che dobbiamo trattare il tema della diminuzione degli esuberi e degli accordi contrattuali". Il commissario Ue alla Concorrenza Joaquin Almunia, invece, ha sottolineato che venerdì scorso a Roma ha avuto un incontro bilaterale con il ministro dei Trasporti Lupi discutendo del caso Alitalia: "Il governo italiano conosce bene le nostre preoccupazioni relative all'iniezione di capitale da parte di Poste italiane, che è una società a controllo pubblico. Dobbiamo verificare se questo rispetta le norme europee sugli investimenti''.