Roma - La trattativa ad oltranza tra governo, Alitalia e sindacati ''si deve chiudere entro domani''. E' la scadenza ribadita dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, entrando al ministero di Porta Pia, dove alle 9.30 è cominciato un nuovo round tra le parti. L'incontro di questa mattina prosegue quello di ieri sera nel corso del quale, però, come hanno riferito i sindacati, al termine della riunione, non si sono registrati progressi e le posizioni rimangono distanti. Al tavolo ministeriale sono presenti le delegazioni di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl. Per l'azienda, c'è l'amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio. Dopo il richiamo di Almunia su Poste, inoltre, Lupi garantisce che "entro il 22 luglio arriveranno alla Ue tutte le risposte che si aspettano dal governo italiano. Siamo tranquilli''. Anche Del Torchio, arrivando all'incontro, ha auspicato di "chiudere entro domani" la difficile trattativa sugli esuberi. "Siamo tutti armati di buona volontà'' ha assicurato il top manager. Che riferendosi poi alle notizie di stampa, pubblicate oggi, circa la possibilità che l'assemblea di Alitalia, convocata per il 25 luglio prossimo, deliberi un nuovo aumento di capitale, da 200 mln di euro, Del Torchio si è limitato a dire: ''Se lo dicono loro...''. Sulla perdita di 569 mln di euro nell'esercizio 2013, ''abbiamo fatto una serie di pulizie e accantonamenti'', ha ricordato Del Torchio. Intanto, sul tavolo, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, si sta ora discutendo la questione del costo del lavoro. L'azienda ha presentato una serie di proposte che riguardano le diverse categorie professionali e i sindacati stanno dando ora le loro risposte. Critico il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero: "Sono passati appena sei anni da quando Alitalia, con il consenso dell'intero quadro politico italiano (da Forza Italia al Pd) regalò la nostra compagnia di bandiera ai cosiddetti capitani coraggiosi licenziando circa 10.000 persone. Oggi, a fronte del clamoroso fallimento di quell'operazione, si vuole scaricare sulla collettività, ma soprattutto sui lavoratori licenziandone altri 2251, il risultato di tale fallimento".