(AdnKronos) - Italia commissariata? "Mai e poi mai. È un'ipotesi che non esiste". Lo dice Matteo Renzi in un'intervista al Corriere della Sera. "Dirò la verità: io non vivo nel terrore dei mercati. L'Italia è più forte delle paure dei vari osservatori e i dati lo dimostrano", sottolinea il presidente del Consiglio. "L'Italia -insiste Renzi- è molto più forte di come si racconta in sede internazionale: ha un alto debito pubblico, è vero. Ma ha ricchezza privata e se rimette finalmente a posto il fisco, la burocrazia e la giustizia ce la può fare. Il problema, però, è che la ripresa europea è fragile. Molto fragile. Più del previsto. Il problema è che la produzione industriale non segna negativo solo in Italia ma in quasi tutta Europa, a cominciare dalla Germania". "Non mi preoccupano gli investitori internazionali. Al massimo, possono preoccuparmi i frenatori italiani. Ma sono convinto che li stiamo sconfiggendo ogni giorno di più", prosegue Renzi. "Tre anni fa, i mercati segnalarono un 'problema Italia' in Europa. Adesso c'è un problema Europa nel mondo. Certo, alcuni analisti continuano a dire che noi non ce la faremo. Ma mi piace pensare agli esperti di alcune banche che dieci anni fa dicevano che l'Italia sarebbe fallita. In questi dieci anni sono fallite le banche e nessuno ce l'aveva annunciato. L'Italia, invece, è sempre qui". Certo, dice il premier, "non va tutto bene. È una situazione difficile, da gestire con grande responsabilità. Ma essere responsabili non significa essere catastrofisti. Responsabile è chi quando vede un ostacolo prova a cambiare strada, non chi urla più forte". Il premier infine ribadisce che "gli 80 euro verranno senz'altro riconfermati. Stiamo ragionando se sia possibile allargare la platea, partendo da famiglie, partite Iva, pensionati. Questo non lo sappiamo ancora".