(AdnKronos) - E' ripreso a palazzo Madama l'esame degli emendamenti al ddl riforme. In discussione sono le proposte di modifica ai primi articoli, circa 3.000 su 7.850. L'incognita dei tempi pesa sui lavori e il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda lancia l'allarme. "Con questo ritmo il provvedimento non potrebbe essere approvato nemmeno entro il 2014" ha detto in aula, chiedendo la convocazione della conferenza dei capigruppo per definire "mi auguro di comune accordo con gli altri capigruppo" un percorso nell'esame e per la votazione del ddl riforme. "Ci vuole accortezza -ha detto- ma il processo deve portare a un risultato. Abbiamo un mandato e prevede che esaminiano con una fattività che comporta alla fine una decisione. In questo modo non si può andare avanti". RENZI CONTRO L'OSTRUZIONISMO - "Da un lato chi con l'ostruzionismo prova a bloccare l'Italia e le riforme chieste dalla maggioranza dei cittadini. Dall'altro chi si occupa di creare posti di lavoro e pensa alle famiglie, offrendo una speranza per l'Italia di domani. Avanti, senza paura" scrive Matteo Renzi su Facebook. E su Twitter aggiunge: "Mentre loro fanno ostruzionismo per provare a bloccare il cambiamento, noi ci occupiamo di posti di lavoro".

GRILLO ATTACCA: "RIFORME PER IMPORRE DITTATURA" - Intanto Beppe Grillo torna all'attacco. Con le riforme "l'esito potrebbe essere la fine della democrazia" come nel '24 con il fascismo: "Oggi per imporre la dittatura la forza non è più necessaria, bastano le cosiddette 'riforme'" scrive il leader 5 Stelle sul suo blog. Nel post, dal titolo 'Da Matteotti a Di Matteo? #lanuovadittatura', si legge: "La storia non si ripresenta mai uguale, ma tra l'Italia di oggi e quella del 1924, anno del rapimento e omicidio di Giacomo Matteotti, esistono molte e impressionanti analogie. L'esito potrebbe essere lo stesso, la fine della democrazia, con al posto del fascismo, un sistema che comprende tutte le forze del Paese che vogliono conservare i loro privilegi e tenere a distanza di sicurezza la volontà popolare: criminalità organizzata, piduisti, istituzioni deviate, partiti". Grillo prosegue: "Dalla vittoria alle politiche del 2013 del M5S stiamo assistendo a una controriforma senza che vi sia stata una riforma o un Martin Lutero, neppure Mussolini ebbe la sfacciataggine del trio NapolitanoRenzieBerlusconi, lui la dittatura la fece senza nascondersi dietro la parola 'riforme' e la legge elettorale fascista Acerbo fu sicuramente più rappresentativa del corpo elettorale e rispettosa della democrazia dell'Italicum di Renzie e del notopregiudicato". Il blog rimanda alle parole pronunciate dal procuratore Nino Di Matteo in occasione dell'ultimo anniversario della strage di via D'Amelio e all'ultimo discorso di Giacomo Matteotti in Parlamento. "Come passano i tempi...Da Matteotti a Matteo. Oggi per imporre la dittatura la forza non è più necessaria, bastano le cosiddette 'riforme'".