(AdnKronos) - Ancora un dato negativo sul Pil, dopo la contrazione del primo trimestre, che di fatto certifica la nuova recessione tecnica. Dal premier Renzi non arriva "la solita difesa d'ufficio", come lui stesso dice, ma l'esortazione a "invertire la rotta". Secondo i dati Istat, nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013. Nel primo trimestre dell'anno il pil era in calo dello 0,1%, rispetto ai tre mesi precedenti, e dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. La variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,3%. All'estero - Sempre nel II trimestre, il Pil è aumentato in termini congiunturali dell'1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito. Il governo - "Se tra 'MilleGiorni' l'Italia avrà un sistema di giustizia civile efficiente come i migliori Paesi europei, un fisco più semplice e meno esoso, una pubblica amministrazione digitalizzata e efficiente, un mercato del lavoro più chiaro e meno ideologizzato l'Italia potrà tornare a crescere", scrive il premier Matteo Renzi ai parlamentari della maggioranza. "Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,6%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese", sottolinea il presidente del Consiglio. "I 'MilleGiorni' sono la concreta possibilità di far ripartire la speranza e la crescita. A noi il compito di non deludere questa gigantesca opportunità",afferma Renzi. "In queste ore i dati negativi sulla crescita non devono portarci alla solita difesa d'ufficio (ma l'anno scorso era peggio, ma a giugno la produzione industriale cresce, ma gli occupati sono in aumento, ma il problema è l'eurozona, eccetera eccetera) - scrive ancora -. Dobbiamo avere il coraggio e la voglia di guardare la realtà: l'Italia ha tutto per farcela e per uscire dalla crisi. Ma deve cambiare. Se non cambia sarà sempre negativa. A chi tra noi dice che deve cambiare l'Europa, più che l'Italia, rispondo con rispetto che possiamo cambiare l'Europa solo se facciamo bene a casa nostra. I 'MilleGiorni' sono un arco di tempo che consente una strategia globale", sottolinea. "Avanti, allora, con ancora maggiore decisione - esorta -. Senza incertezze, senza paure, senza frenate. Il processo di riforme è partito. Procede. È iniziato un percorso senza ritorno". Capitolo 'spending review'. "Ci hanno detto che la spending è una questione tecnica. Ma è una finzione. La scelta di cosa tagliare e cosa non tagliare è la suprema scelta politica. La spending è ontologicamente questione politica, che non possiamo rinviare. Ci siamo dati obiettivi che manterremo". Dopo i dati sul Pil interviene anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ai microfoni del Tg2. ''Il governo - spiega - osserva attentamente l'andamento della finanza pubblica e con un controllo attento delle spese la manovra non c'è''. Con la legge di stabilità, prosegue, ''renderemo permanente il bonus, quindi alle famiglie dico: dovete avere allo stesso tempo fiducia e spendere al meglio le risorse aggiuntive che vi vengono trasmesse''. Le reazioni - All'attacco Beppe Grillo: "Altro che crescita e ripresa. L'Italia è in piena recessione. Il vero gufo è Renzie", scrive il leader cinquestelle in un post pubblicato sul suo blog. Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, si rivolge direttamente al premier e su twitter scrive: ''Matteo Renzi, e con i gufi come la mettiamo?''. Brunetta parla di dato "oltre le più cupe previsioni" e chiede al ministro dell'Economia Padoan di intervenire alla Camera per spiegare la situazione. Secondo Maurizio Sacconi, capogruppo Ncd al Senato, "la recessione in atto dell'economia italiana" richiede "lo stimolo di straordinarie riforme strutturali rivolte a cambiare il mercato del lavoro, il sistema tributario, la pubblica amministrazione con particolare riguardo alla giustizia". "Questa - conclude - è l'ora delle grandi scelte, come il superamento dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori". Parla di dato "disastroso" Nicola Frantoianni, coordinatore nazionale di Sel. Frantoianni lamenta l'"assenza di qualsiasi idea su come uscire dalla crisi" e chiede di "mettere radicalmente in discussione i trattati europei e la politica di austerità che continuano ad aggravare gli effetti della crisi". Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, "occorre un taglio più vigoroso e strutturale delle tasse su lavoratori ed imprese che investono, una raccomandazione, questa, che ci fa l'Europa che ci dice, per l'appunto, di spostare le tasse sui consumi". L'Ue - Il dato Istat sul Pil "indica che la ripresa economica tarda ad arrivare" e "ci aspettiamo un impatto negativo sulle finanze pubbliche", ha affermato il portavoce del commissione Ue agli affari economici. Il dato "è nettamente peggiore rispetto alle previsioni della Commissione che per il secondo trimestre di quest'anno indicavano +0,3%", ha osservato il portavoce del commissario agli Affari economici Jyrki Katainen, Simon O'Connor. Ma, ha rilevato, "è in linea con le più recenti previsioni degli organismi nazionali ed internazionali come Bankitalia e il Fmi".