Italia torna in recessione, crolla Piazza Affari con banche e Fiat
(AdnKronos) - L'Italia è in recessione tecnica e nessuna prospettiva di crescita è data dunque per il 2014. L'annuncio che gela il mercato arriva dall'Istat che ha diffuso il dato sul Pil del secondo trimestre dell'anno che è decisamente peggiore delle attese, -0,2%, e si aggiunge al calo già registrato nel primo trimestre, quando era stato pari a -0,1%. Crolla Piazza Affari, trascinata al ribasso dai bancari e anche da Fiat alle prese con la fusione con Chrysler. In Europa solo Lisbona fa peggio, con il Psi che lascia sul terreno il 4,07%.
A Milano, il Ftse Mib perde il 2,7% a 19.507 punti, dopo avere toccato un minimo di 19380. L'All Share chiude in calo del 2,62% a 20.705 punti. nel resto del vecchio Continente Madrid cede l'1,04%, Londra -0,69%, Zurigo -0,62%, Parigi -0,61%, Bruxelles -0,33%, Amsterdam -0,29%. In rialzo lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi che chiude a quota 171 punti base.
A picco il comparto bancario con Bpm che cede l'8,29%, Bper -6,6%, Mps -5,94%, Ubi Banca -5,38%, Banco popolare -4,87%, Mediobanca -4,85%, Unicredit -3,75%, Intesa Sanpaolo -3,22%.
Pesante Fiat che lascia sul terreno a fine giornata il 5,55% a 6,46 euro. "Sull'andamento del titolo in Borsa pesa il Pil italiano". Lo ha detto l'ad Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, rispondendo ad un'analista nel corso della conference call per illustrare i dati del secondo trimestre di Chrysler.
Rilevando che i dati sull'andamento dell'economia italiana hanno pesato sull'andamento negativo del mercato azionario, e dunque anche sul secondo giorno pesante per Fiat (-5,55% a 6, 465 euro, ndr) l'ad di Fiat Chrysler nega dunque che la ragione possa essere ravvisata nel rischio di un eccesso recessi che possano mettere a rischio la fusione con Chrysler e la successiva quotazione a New York di Fca. Questi, a suo avviso, sono timori 'esagerati' da parte dalla stampa.
Vendite anche su Telecom, nel giorno in cui vengono resi noti i risultati del periodo. La compagnia telefonica chiude il semestre con un utile netto consolidato attribuibile ai soci della controllante pari a 543 milioni di euro, a fronte di una perdita di 1.407 milioni nello stesso periodo del 2013, impattato da svalutazioni del goodwill. I ricavi calano nel periodo, a 10.551 mln (-11,2%). L'ad Marco Patuano ha chiarito che sul Brasile " siamo aperti a opzioni che creano valore". Pesano le mosse di Telefonica con Vivendi.
In rialzo Pirelli che chiude in crescita dell'1,36% festeggiando i conti del semestre, chiuso con un utile netto in crescita del 28,5% a 192,1 mln di euro. Il gruppo della Bicocca ha confermato tutti i target per il 2014. Il titolo si muove in testa al Ftse Mib, in netta controtendenza, guadagnando il 2,45% a 11,27 euro.
Positivo anche il comparto del lusso con Salvatore Ferragamo che guadagna lo 0,92%, Tod's che termina invariata, Brunello Cucinelli che cede lo 0,12%.
Moncler lascia sul terreno lo 0,35%. A mercati chiusi sono stati presentati i risultati del semestre che danno conto di un utile di 18,1 milioni, in aumento rispetto agli 8,3 milioni nel primo semestre del 2013. La maison ha realizzato ricavi pari a 218,3 milioni, con un incremento del 19% a tassi di cambio correnti, rispetto a 183,2 milioni registrati nel primo semestre del 2013, e del 22% a tassi di cambio costanti.
