Borse europee in rosso dopo le parole di Draghi, crolla Milano -1,94%
Milano - In rosso le piazze finanziarie europee dopo una giornata estremamente volatile. Milano crolla sul finale e consegna un risultato negativo. Soltanto Lisbona fa peggio cedendo il 2,27% a 5.453,29 punti. Madrid lascia sul terreno l'1,64%, parigi -1,36%, Francoforte -1%, Amsterdam -0,76%, Londra -0,58%, Bruxelles -0,05%. Positiva Zurigo in progresso dello 0,2% a 8.306 punti. Milano positiva perde la direzione dopo le parole del presidente della Bce Mario Draghi, per sprofondare sul finale con il Ftse Mib che lascia sul terreno l'1,94% a 19.130 punti e l'All Share -1,93% a 20.306.
A spingere sull'acceleratore del ribasso "il deterioramento del sentiment di mercato. Gli operatori - spiega Vincenzo Longo di Ig Markets - non sembrano aver accolto bene le indicazioni arrivate da Draghi sui rischi geopolitici e sull'impatto che questi avranno sulla crescita dell'eurozona. I cali più accentuati dei listini europei rispetto a quelli Usa sono riconducibili al fatto che la 'guerra delle sanzioni' tra Russia e Occidente avrà un impatto preponderante sul Vecchio Continente e sulle prospettive di utili futuri delle imprese dell'eurozona. Intanto l'avversione al rischio emersa tra gli investitori ha portato il Bund a 10 anni a limare ulteriormente i minimi storici, a 1,08%. Non sembra essere finite le vendite sul mercato e il dubbio degli investitori sulla possibilità di un rimbalzo inizia a vacillare".
Nemmeno le rassicurazioni di Draghi arrivate sull'intensificazione dei lavori sugli Asset Backed Security "sembrano aver sollevato gli operatori, che continuano a vedere il piano di azione della Bce troppo macchinoso e lento, non in grado di sostenere un mercato che ha fame di azioni rapide e decise" prosegue Longo.
Gli indici americani positivi in avvio, si muovono in calo con il Dow Jones che cede lo 0,22% e il Nasdaq che perde lo 0,16%. Tuttavia dagli Usa arrivano segnali positivi. Di oggi il dato macro sulle richieste iniziali di disoccupazione che nella settimana che si è conclusa il 2 agosto sono scesi 289 mila unità. Il dato è migliore del le attese degli analisti che avevano pronosticato una variazione nulla rispetto ai 303mila della settimana precedente. Si tratta del livello più basso dal 25 febbraio 2006, quando le richieste erano state 290.750.
A Milano, tra le blue chips a picco Banca Popolare dell'Emilia Romagna, nonostante i dati del semestre indichino un ritorno all'utile. La banca ha archivia primi sei mesi con un utile netto complessivo pari a 42,5 milioni, rispetto a una perdita di 19,9 al 30 giugno 2013. Il titolo cede il 13,71% a 5,06 euro.
In rosso tutto il comparto bancario: Bpm, che domani presenta i conti, cede il 7,83%; Banco popolare -4,35%; Ubi Banca -3,85%; Mps -3,62%; Intesa SanPaolo -2,68% Unicredit -1,15%; Mediobanca -1,09%.
Tra i maggiori ribassi A2A che ha perso il 5,57%, Atlantia -4,19%. Unipolsai ha lasciato sul terreno il 3,27%. Ieri sera a mercati chiusi ha presentato i conti del semestre che indicano un utile pari a 357 milioni di euro, in crescita del 4,5% sullo stesso periodo del 2013.
In rialzo, ad accezione di Luxottica (-2,42%), i soli titoli del comparto del lusso: Moncler avanza del 6,26%; Yoox +2,86%; Tod's +2,04%. Erg che ha presentato oggi i conti che evidenziano un forte aumento della redditività nel primo semestre termina in calo del 5%. In recupero Fiat che avanza dell'1,39%.
Tra le valute, "rimane al ridosso dei massimi storici il rublo in scia con l'escalation delle tensioni in Ucraina. Il cambio Usd/Rub ha aggiornato questa mattina i nuovi massimi da marzo, toccando 36,70. Ormai siamo a un soffio dai massimi storici di 37,04, toccati nella seduta del 17 marzo scorso. Se dovesse aprirsi la possibilità di un conflitto armato - conclude Longo di Ig - ci aspettiamo degli spike verso area 40. Rimane debole anche la moneta unica verso le principali valute. Il discorso di Draghi non sembra aver impressionato molto gli operatori, tanto che l'euro è riuscito a difendere i minimi di ieri verso dollaro, yen e sterlina. Confermiamo il target principale a 1,3300 sul cambio Eur/Usd, che potrebbe essere toccato nelle prossime sedute".
