Alitalia, fatto l'accordo con Etihad scatta la mobilità: al via la prima fase su base volontaria
(AdnKronos) - Fatto l'accordo, entrano subito nel vivo gli interventi per preparare la nuova Alitalia al matrimonio con Etihad, che si celebrerà una volta ottenuto il via libera dell'Unione Europea. E si comincia sul fronte dei tagli al personale: venerdì, mentre l'ad di Alitalia Gabriele Del Torchio e il ceo di Etihad, James Hogan, firmavano il Tia, Transaction implementation agreement, al ministero del Lavoro sono state raggiunte due intese nell'ambito dell'attuazione delle procedure di mobilità, avviate dall'azienda il 31 luglio scorso per 2.171 lavoratori del gruppo Alitalia. La prima che consente di allungare di due anni il periodo di mobilità, rispetto a quanto prevede la legge 223, e la seconda che apre la prima fase per la fuoriuscita dall'azienda dei lavoratori su base volontaria.
Il primo accordo sottoscritto da ministero, Assaereo e sindacati, spiegano fonti sindacali, trasforma, attraverso l'emanazione di un decreto, il Fondo straordinario del trasporto aereo, finanziato da 3 euro a biglietto e da un contributo dello 0,50%, di cui 0,375% a carico del datore di lavoro e lo 0,125% a carico del lavoratore, in un fondo di solidarietà che permetterà di estendere di due anni la mobilità. Secondo i criteri fissati dalla legge in materia di licenziamenti collettivi, sono previsti 12 mesi di mobilità per i lavoratori fino a 40 anni, 24 mesi fino a 50 anni e 36 mesi oltre i 50 anni. I lavoratori riceveranno l'80% della retribuzione.
Il secondo accordo firmato in sede aziendale (cioè, nell'ambito del primo step previsto dalla legge 223) dalla compagnia e dai sindacati apre la prima fase della mobilità che interesserà, in primis, i lavoratori che decideranno di uscire su base volontaria con un incentivo di 10mila euro lordi e i lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici nell'arco del periodo di mobilità. Questa intesa è stata firmata anche dalla Filt-Cgil, che, invece, non ha firmato l'accordo quadro sugli esuberi il 12 luglio scorso, dal momento che si basa sulla volontarietà del lavoratore.
Comincia, dunque, da subito, la fase di ricerca del personale, tra piloti, assistenti di volo e personale di terra, che è disposto a uscire volontariamente dall'azienda. L'individuazione avverrà entro il 10 settembre ed entro il 15 si chiuderà la lista e, a quel punto, potranno partire le lettere di licenziamento. E' difficile, secondo i sindacati, prevedere quanti lavoratori potrebbero decidere di lasciare la compagnia né si può contare sui 'pensionabili', considerando che i più anziani hanno già lasciato l'aviolinea con l'operazione Cai, a partire dal 2009. La forza lavoro di Alitalia, infatti, è relativamente giovane.
In questa prima fase, riferiscono sempre i sindacati, partirà un bando interno per la ricollocazione di oltre 200 lavoratori nell'area ground, previo licenziamento e riassunzione con un nuovo contratto di lavoro.
Ma è a settembre, quando si concluderà questa fase, che comincerà quella più complessa e difficile con i licenziamenti veri e propri. Nel suo complesso, la procedura avviata interessa 2.171 lavoratori, di cui 1.590 addetti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo. A questi bisogna aggiungere i 35 dipendenti di terra di AirOne.
