Iraq, massiccio dispiegamento di truppe a Baghdad
(AdnKronos) - Un ingente numero di uomini delle forze irachene fedeli al premier sciita Nuri al-Maliki è stato dispiegato nelle ultime ore a Baghdad dopo il discorso televisivo di Maliki che ha criticato il presidente iracheno Fuad Masum, accusandolo di non rispettare la Costituzione. Lo riferisce la Bbc.
Dopo il discorso del premier, che punta a un terzo mandato e che critica il curdo Masum per non aver chiesto alla sua coalizione politica di nominare il nuovo premier, le milizie sciite e le forze di sicurezza si sono dispiegate nelle zone strategiche della capitale irachena.
Appello dell'Onu - Il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Iraq, Nicolay Miladinov, ha espresso "grave preoccupazione per i recenti sviluppi politici in Iraq" e ha fatto appello ai "leader politici a rispettare le responsabilità costituzionali del presidente della Repubblica". Lo riferisce l'agenzia di stampa irachena Nina. "Il presidente iracheno esercita le proprie funzioni in base alla Costituzione e nel rispetto del processo politico democratico", ha detto Miladinov, "fiducioso" che il curdo Masum "darà al principale blocco politico" in Parlamento la possibilità di "nominare un candidato per l'incarico di primo ministro, che formerà un governo inclusivo che goda di ampio consenso e sia accettabile per tutte le componenti della società".
Mogherini: no a intervento militare - In Iraq l'Italia non pensa "ad un intervento militare ma a forme di sostegno dell'azione anche militare" del governo del Kurdistan iracheno. Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini, parlando a Radio Anch'io su radio 1. Il ministro, che ha detto di aver appena sentito la collega della Difesa Roberta Pinotti, ha spiegato che "sono in corso verifiche a livello tecnico per sostenere il governo autonomo del Kurdistan nella sua reazione per fermare lo Stato Islamico". "La necessità immediata", ha aggiunto, è "fermare lo Stato Islamico" e assicurare "la protezione dei civili". Lo facciamo con gli aiuti, l'Italia ha già stanziato "più di un milione di euro" e "probabilmente c'è bisogno di creare corridoi umanitari".
Il ministro degli Esteri ha scritto alla rappresentante Ue per la politica Estera, Catherine Ashton, per chiedere formalmente la convocazione di un Consiglio Affari Esteri europeo sull'Iraq, Gaza e la Libia.
