Iraq, Papa: "Basta violenze, l'Onu intervenga per fermare la tragedia"
Città del Vaticano - Un intervento dell'Onu per porre fine alla tragedia umanitaria in Iraq e proteggere i cristiani colpiti o minacciati dalle violenze, ricorrendo alle norme previste dal diritto internazionale: è quanto chiede Papa Francesco all'Onu, nella lettera inviata a Ban Ki-Moon, segretario generale delle Nazioni Unite.
Il Papa rivolge ''un appello urgente alla Comunità internazionale ad intervenire per porre fine alla tragedia umanitaria in corso'', incoraggiando ''tutti gli organi competenti dell'Onu, in particolare quelli responsabili per la sicurezza, la pace, il diritto umanitario e l'assistenza ai rifugiati, a continuare i loro sforzi, in conformità con il preambolo e con gli articoli pertinenti della Carta delle Nazioni Unite''.
Francesco sottolinea che ''gli attacchi violenti che stanno dilagando lungo il nord dell'Iraq non possono non risvegliare le coscienze di tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad azioni concrete di solidarietà, per proteggere quanti sono colpiti o minacciati dalla violenza e per assicurare l'assistenza necessaria e urgente alle tante persone sfollate come anche il loro ritorno sicuro alle loro città e alle loro case''.
Il Papa, nella lettera a Ban Ki-Moon, richiama l'esigenza di applicare le regole esistenti in merito alla cosiddetta 'ingerenza umanitaria' e al dovere di protezione: ''Le tragiche esperienze del XX secolo e la più elementare comprensione della dignità umana -scrive al segretario generale dell'Onu- costringono la comunità internazionale, in particolare attraverso le norme e i meccanismi del diritto internazionale, a fare tutto ciò che le è possibile per fermare e prevenire ulteriori violenze sistematiche contro le minoranze etniche e religiose''.
Jorge Mario Bergoglio ricorda a tal proposito di aver chiesto al cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, di ''manifestare la mia vicinanza spirituale e di esprimere la mia preoccupazione e quella di tutta la Chiesa cattolica per la sofferenza intollerabile di coloro che desiderano solo vivere in pace, in armonia e in libertà nella terra dei loro antenati''.
