(AdnKronos) - "Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E' triste ma è una realtà". Lo afferma il deputato del Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista in un lungo intervento pubblicato sul blog di Beppe Grillo. "Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza -spiega- io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita, il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno. "L'Isis avanza -scrive Di Battista- se non è semplice scegliere cosa fare, anche se delle idee logiche già esistono, è elementare capire quel che non si debba più fare. Innanzitutto occorre mettere in discussione, una volta per tutte, la leadership nordamericana. Gli Usa non ne hanno azzeccata una in Medio Oriente". "L'Italia, ora che ne ha le possibilità, dovrebbe spingere affinché la Ue promuova una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente alla quale partecipino i paesi dell'Alba, della Lega araba, l'Iran, inserito stupidamente da Bush nell'asse del male e soprattutto la Russia. L'Italia dovrebbe promuovere una moratoria internazionale sulla vendita delle armi. L'Italia dovrebbe trattare il terrorismo come il cancro. Il cancro si combatte eliminandone le cause non occupandosi esclusivamente degli effetti". "L'Italia dovrebbe porre all'attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli Stati. Occorre legare indissolubilmente il terrorismo all'ingiustizia sociale. Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram? Il fatto che Gaza sia un lager ha a che fare con la scelta della lotta armata da parte di Hamas? L'Italia -aggiunge Di Battista- dovrebbe cominciare a pensare alla costruzione di una società post-petrolifera". Nel lungo post sull'esplosione della guerra e della violenza Medio Oriente, il vice presidente della commissione Esteri e deputato di M5S afferma che "pensare di fermare la guerra in atto in Iraq armando i curdi è una follia che non credo che una persona intelligente come il ministro Mogherini possa davvero pensare". "Evidentemente -aggiunge il deputato cinquestelle- le pressioni che ha subito in queste settimane e il desiderio che ha di occupare la poltrona di ministro degli Esteri della Commissione europea, l'hanno spinta ad avallare le posizioni di Obama e degli Usa ormai autoproclamatisi, in barba al diritto internazionale, poliziotti del mondo". "Armiamo i curdi -aggiunge Di Battista, parafrasando la posizione di Mogherini-ma chi ci dice che una volta vinta la guerra i curdi non utilizzeranno quelle armi sui civili sunniti? In fondo non è già successo con Saddam, con i signori della guerra in Afghanistan o in Libia dove la geniale linea franco-americana che l'Italia ha colpevolmente assecondato, ha eliminato dalla scena Gheddafi facendo cadere il Paese in un caos totale?".