Papa Francesco: "Chi è in carcere non è più cattivo di me e degli altri"
(AdnKronos) - Chi è in carcere non più cattivo degli altri. Papa Francesco lo sottolinea durante l'udienza generale in piazza San Pietro, ricordando che ''la Chiesa insegna a stare vicino a chi è in carcere''. Si chiede il Papa, ad anticipare le possibili obiezioni dei fedeli: ''E' gente cattiva? Ma attenzione: ognuno di noi è capace di fare ciò che ha fatto quell'uomo o quella donna che sta in carcere; ognuno di noi ha la capacità di fare lo stesso, di sbagliare, di peccare. Chi è in carcere non è più cattivo di te o di me - sottolinea Francesco - e la misericordia della Chiesa supera ogni muro e ogni barriera''.
Papa Francesco nel discorso rivolto agli oltre 30 mila fedeli riuniti in piazza San Pietro afferma: ''La Chiesa è madre, ci fa crescere, ci indica la strada della salvezza e ci difende dal male. L'azione educativa della Chiesa, come quella di ogni buon educatore, deve puntare all'essenziale, non perdersi nei dettagli ma trasmettere ciò che veramente conta, per far trovare la gioia di vivere''. E, ricorda il Papa, ''l'essenziale secondo il Vangelo è la misericordia''.
Al termine dell'udienza, Francesco, rivolgendosi ai pellegrini di lingua araba e in particolare a coloro che provengono dai Paesi del Medio Oriente, sottolinea che ''la Chiesa è maestra di misericordia: affronta l'odio con l'amore, sconfigge la violenza con il perdono, risponde alle armi con la preghiera''.
Il Papa prega affinché ''il Signore vi infonda coraggio nella lotta contro le forze del maligno e apra gli occhi di coloro che sono accecati dal male, affinché presto vedano la luce della verità e si pentano degli errori commessi''.
Papa Francesco ha poi salutato gli ufficiali e i marinai della squadra navale italiana impegnati nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo: ''L'operazione 'Mare Nostrum' va ringraziata per l'ammirevole opera in favore di tanti fratelli in cerca di speranza'', ha sottolineato il Pontefice.
