(AdnKronos) - ''Mi candido perché sono una persona onesta e perbene''. Dal palco della Festa dell'Unità di Bologna, il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini conferma la sua corsa per le primarie dell'Emilia Romagna in vista delle regionali per la successione a Vasco Errani, nonostante l'indagine per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle 'spese pazze' in Regione. ''L'onestà è sempre stata la stella polare del mio agire politico'', ha detto facendo scattare l'applauso della platea. ''Non sono giorni facili'', ammette il segretario dem ricordando il ''fuoco pesante'' scatenatosi dopo l'iscrizione nel registro degli indagati ma anche ''la solidarietà arrivata dai vertici nazionali''. ''Non vedo alcun complotto'', sottolinea Bonaccini, prendendo le distanze dall'accusa di 'giustizia a orologeria' circolata in alcuni ambienti dem. ''Attendo fiducioso il pronunciamento dei giudici'', aggiunge ma ''in questi giorni parlerò d'altro. Ovvero di Emilia Romagna''. Dopo quarantacinque minuti in cui illustra la sua ''idea di regione e di governo'' e prima di avviarsi alla conclusione del suo intervento, Bonaccini ci tiene a dare ''un abbraccio a Matteo Richetti'' - l'ex temuto avversario alle primarie emiliane, anche lui indagato per peculato nell'ambito della stessa inchiesta - che saprà dimostrare la sua innocenza''. Dopo il passo indietro di Richetti, alle primarie del 28 settembre restano in campo Bonaccini e l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani.