Milano - "Il nostro presidente del consiglio credo che abbia un po' troppo in mente il modello della Thatcher". A dirlo è Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervenuta a Milano durante l'inaugurazione della nuova sede regionale del sindacato. "Mi pare -spiega Camusso- che il premier abbia un'idea che è quella delle politiche liberiste estreme" secondo le quali "la riduzione delle condizioni dei lavoratori sia lo strumento che permette di competere e non, invece, un'idea assolutamente fondamentale che è quella di creare lavoro di qualità, di procedere all'innovazione, spingere in ricerca". Secondo il segretario generale della Cgil, il ricordo della Lady di Ferro è "nel rovesciamento dei fattori" tipico della "stagione del liberismo le cui conseguenza l'Europa le paga tuttora". Camusso aggiunge che "le politiche della austerità e del rigore non ha risolto la crisi in nessun paese". Camusso afferma, inoltre, che non è in programma un incontro tra i sindacati e il governo. E a proposito dello sciopero generale, rispondendo a una domanda, dice che "è una delle forme di mobilitazione possibili del sindacato" non escludendo quindi la possibilità di uno sciopero dei lavoratori. La leader Cgil spiega che "si può riformare lo statuto dei lavoratori ma perché tutti abbiano i diritti che hanno i lavoratori con contratto a tempo indeterminato". Lo statuto "base dei diritti fondamentali", sostiene "va aggiornato, non cambiato o buttato via, né bisogna dire che è troppo vecchio". Questa è quella che la Camusso chiama "la sfida della Cgil". Con il Job act, dice ancora "ci ritroviamo nel segno opposto". Rivolgendosi all'esecutivo, la Camusso dice che "il governo, a nostro avviso sbagliando, ha sostenuto che la riforma più urgente sia quella del mercato del lavoro. Siccome le intenzioni sono di riduzione dei diritti e di estensione della precarietà, noi stiamo dicendo che bisogna costruire invece diritti che siano universali". Sul Jobs Act i malumori nel Pd continuano a farsi sentire mentre Nichi Vendola (Sel) spara a zero: "Il Jobs Act è una porcheria di estrema destra e punta alla precarizzazione generale. I lavoratori vanno invece tutelati".