Scontro sull'articolo 18, Cgil: "Basta insulti al sindacato, discutiamo"
Bari, 20 set. - (Adnkronos) - Doppio tweet sul lavoro e articolo 18 dalla Cgil, destinatario Matteo Renzi dopo gli attacchi di venerdì. "Basta insulti al sindacato: guardiamoci negli occhi e discutiamone", recita il primo. "Da sempre ci battiamo per estendere diritti e tutele. Renzi vuole fare lo stesso?", chiede un secondo tweet.
E poi ancora una serie di messaggi, un collage di tweet in cui si delinea la posizione del sindacato rispetto all'emendamento al testo del Jobs Act presentato dal governo in Senato, tutti 'targati' rigorosamente con l'hastag fattinonideologia. Così: "stesso lavoro, stessa retribuzione. No al demansionamento " mentre per quel che riguarda il contratto a tutele crescenti, la Cgil dice "sì, se si cancellano i tanti contratti che producono precarietà".
E se in generale, suggerisce ancora il sindacato via tweet, "la regola più semplice: garantire la dignità di chi lavora", a maggior ragione sull'articolo 18 ribadisce: "non vogliamo che chi lavora possa essere licenziato senza una ragione" perché "mandare tutti in serie B non è estendere i diritti e le tutele".
Ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio assicura: "Il superamento dei vecchi tabù non deve significare riduzione dei diritti. Non ridurremo alcun diritto. Sono convinto che il contratto a tutele crescenti sia una soluzione importante ed intelligente e che con l'assegno universale di disoccupazione si abbiano due misure che, da sole, saranno in grado di rendere l'Italia una Paese più capace di creare posti di lavoro e di proteggere coloro che lo perdono".
"Abbiamo avanzato - aggiunge - una proposta organica del lavoro. La legge delega ha trovato il consenso in commissione ed, auspicabilmente, lo troverà anche al Senato. Le polemiche potranno lasciare il posto a riflessioni più di merito invece che a battaglie ideologiche".
Il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra nonché presidente della Commissione lavoro di Palazzo Madama, Maurizio Sacconi, avverte: "La legge delega sul lavoro è un progetto ambizioso ed organico. Il Nuovo Centrodestra non accetterà mai di tornare indietro e si fida del modo con cui il presidente del Consiglio segretario del Pd e il ministro del Lavoro iscritto al Pd eserciteranno la delega".
Interviene nel dibattito sull'articolo 18 anche la presidente della Camera Laura Boldrini che sottolinea: Io non sono qui a dare pagelle: posso dire, comunque, che mi auguro che da questo scontro, anche aspro si arrivi a una tutela effettiva dei lavoratori, sia dei più garantiti sia dei precari, soprattutto di quelle donne che per troppo tempo hanno dovuto scegliere tra maternità e lavoro"..
Intanto, Pippo Civati chiede che "sulla riforma del lavoro il Pd consulti subito circoli, iscritti ed elettori". "Il partito - afferma - si sta mobilitando a partire dalla sua base, il segretario ne prenda atto e accetti di promuovere una consultazione nazionale".
