Conti pubblici, Renzi sta con Parigi: "Noi nel 3% ma rispetto le decisioni della Francia"
(AdnKronos) - La 'rivoluzione francese' sul rapporto tra deficit e Pil trova l'appoggio di Matteo Renzi. "Noi rispettiamo il tre per cento ma anche la decisione di un Paese libero e amico come la Francia" ha detto il presidente del Consiglio da Londra, in una dichiarazione ripresa da 'SkyTg24'. "Nessuno ha il diritto di trattare gli altri Paesi come studenti. Se la Francia ha deciso così - ha aggiunto - avrà i propri motivi, io sto dalla parte di Hollande e Valls".
Dopo l'annuncio del governo francese che non intende rispettare il vincolo di bilancio del 3% - e che il rapporto tra deficit e Pil si attesterà quest'anno al 4,4 - anche il deputato Pd Stefano Fassina si mostra d'accordo e all'Adnkronos dice: "Finalmente, a un passo dal baratro elettorale e economico, il governo francese e il presidente Hollande hanno rialzato la testa con uno scatto di autonomia culturale e politica e riconoscono che la linea mercantil-liberista della Troika porta a fondo l'eurozona. Speriamo che il governo italiano sia in sintonia e si costruisca un fronte per correggere radicalmente un'agenda che, altrimenti, ci porterà al naufragio".
"Rispetto alla Francia - ha aggiunto l'ex vice ministro all'Economia del governo Letta - noi abbiamo un deficit più basso ma, negli ultimi anni, abbiamo perso 10 punti di Pil perché abbiamo continuato a fare avanzi primari molto elevati. Abbiamo un debito pubblico che continua a crescere e temo sia arrivato a una soglia di insostenibilità. Quindi bisognerebbe avere determinazione, cogliere le opportunità che la svolta francese offre per costruire un fronte di Paesi che salva l'euro, perché altrimenti l'eurozona andrà a fondo".
