(AdnKronos) - La 'rivoluzione francese' sul rapporto tra deficit e Pil trova l'appoggio di Matteo Renzi. "Noi rispettiamo il tre per cento ma anche la decisione di un Paese libero e amico come la Francia" dice il presidente del Consiglio da Londra, in una dichiarazione ripresa da 'SkyTg24'. "Nessuno ha il diritto di trattare gli altri Paesi come studenti. Se la Francia ha deciso così - aggiunge - avrà i propri motivi, io sto dalla parte di Hollande e Valls". Una posizione che il premier ribadisce nel pomeriggio in un tweet: "Proprio perché noi rispettiamo il 3%, non accettiamo che nessuno in Europa faccia il professore trattando gli altri come studenti", scrive sul social network. Con un pensiero alla cancelliera Angela Merkel che, giovedì, ha detto: "Ogni Stato deve fare compiti a casa". Un concetto che più tardi Renzi ripete davanti alla comunità finanziaria di Londra: "Noi rispettiamo gli obiettivi per il 2015, i parametri del 3%, ma rispetteremo tutti i Paesi che non rispetteranno quei parametri". Il discorso alla City di Londra - "L'Italia è tornata" e "noi la renderemo straordinaria". Sono le parole di Matteo Renzi alla City di Londra nel suo discorso per illustrare il percorso delle riforme in Italia. Durante l'intervento, il premier usa termini chiave come "cambiamento". Alle ultime elezioni europee, dice, "siamo stati il partito più votato, chiedendo il cambiamento: gli italiani vogliono cambiare". E il cambiamento darà l'opportunità al nostro Paese "di essere una protagonista forte dell'economia mondiale": fondamentale però è "completare le riforme"; una volta fatte, l'Italia potrà essere "guida dell'Europa". A proposito di riforme, Renzi dice che "la cosa più importante è il cambiamento del mercato del lavoro, un cambiamento cruciale". E specifica: "Alcuni politici credono che la difesa di un sistema creato oltre 40 anni fa sia il modo di investire nel futuro ma è impossibile investire nel futuro difendendo il passato". Nel codice del lavoro italiano ci sono "2134 articoli. Noi intendiamo - sottolinea - cambiare tutto" e intendiamo farlo "entro il prossimo mese". "Noi abbiamo deciso di cambiare un simbolo, un totem: l'articolo 18", aggiunge Renzi. La riforma dell'art.18 del governo "riguarda la possibilità di licenziare senza la partecipazione di un giudice o di un avvocato". Ora, spiega il premier, "le procedure sono molto confuse. Questo significa una mancanza di libertà per gli investitori e questo è un problema". Dopo l'annuncio del governo francese che non intende rispettare il vincolo di bilancio del 3% - e che il rapporto tra deficit e Pil si attesterà quest'anno al 4,4 - anche il deputato Pd Stefano Fassina si mostra d'accordo e all'Adnkronos dice: "Finalmente, a un passo dal baratro elettorale e economico, il governo francese e il presidente Hollande hanno rialzato la testa con uno scatto di autonomia culturale e politica e riconoscono che la linea mercantil-liberista della Troika porta a fondo l'eurozona. Speriamo che il governo italiano sia in sintonia e si costruisca un fronte per correggere radicalmente un'agenda che, altrimenti, ci porterà al naufragio". "Rispetto alla Francia - ha aggiunto l'ex vice ministro all'Economia del governo Letta - noi abbiamo un deficit più basso ma, negli ultimi anni, abbiamo perso 10 punti di Pil perché abbiamo continuato a fare avanzi primari molto elevati. Abbiamo un debito pubblico che continua a crescere e temo sia arrivato a una soglia di insostenibilità. Quindi bisognerebbe avere determinazione, cogliere le opportunità che la svolta francese offre per costruire un fronte di Paesi che salva l'euro, perché altrimenti l'eurozona andrà a fondo".