Bce: "La crescita si è indebolita, avanti con riforme e Patto di stabilità"
(AdnKronos) - "I dati delle indagini congiunturali disponibili fino a settembre confermano l’indebolimento della dinamica di crescita nell’area dell’euro, pur rimanendo coerenti con una modesta espansione economica nella seconda metà dell’anno". A sostenerlo è la Bce nel bollettino mensile di ottobre.
Guardando al 2015, rileva l'Istituto di Francoforte, "continuano a sussistere le prospettive per una moderata ripresa nell’area dell’euro; occorre tuttavia seguire con attenzione i fattori e le ipotesi principali che delineano questa valutazione".
La domanda interna, sostiene la Bce, "dovrebbe essere sostenuta dalle misure di politica monetaria, dai miglioramenti in atto nelle condizioni finanziarie, dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali, nonché dal calo dei prezzi dell’energia che sostiene il reddito disponibile reale. La domanda di esportazioni dovrebbe inoltre beneficiare della ripresa mondiale". Al tempo stesso, sottolinea, "è probabile che la disoccupazione elevata, la cospicua capacità produttiva inutilizzata, il perdurare di un tasso di variazione negativo dei prestiti bancari al settore privato e gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato continuino a frenare la ripresa".
Secondo la Bce, "i paesi dell’area dell'euro non dovrebbero vanificare i progressi già conseguiti, ma procedere in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita". Il patto, sottolinea ancora l'Istituto di Francoforte, "dovrebbe rimanere l’ancora della fiducia nella solidità delle finanze pubbliche, e la flessibilità consentita nell’ambito delle regole dovrebbe permettere ai governi di far fronte agli oneri di bilancio connessi a grandi riforme strutturali, di sostenere la domanda e di realizzare una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita".
La piena e coerente applicazione dell’attuale quadro di sorveglianza macroeconomica e dei conti pubblici dell’area dell’euro "è indispensabile per ridurre gli elevati rapporti debito-pil, aumentare la crescita potenziale e rafforzare la capacità di tenuta dell’area agli shock".
La Bce esorta quindi alcuni paesi dell'area dell'euro a "imprimere slancio al processo legislativo e attuativo delle riforme strutturali, per quel che riguarda i mercati dei beni e servizi e del lavoro nonché gli interventi volti a migliorare il contesto in cui operano le imprese" sottolineando che "progressi insufficienti sul fronte delle riforme strutturali rappresentano un cruciale rischio al ribasso per le prospettive economiche".
