- "Oggi pomeriggio ho firmato personalmente, in qualità di ufficiale di Stato Civile, la trascrizione di sette matrimoni tra persone dello stesso sesso che si sono celebrati all'estero". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Si tratta - aggiunge - di un atto nel pieno rispetto della legge che prevede questo obbligo quando si tratta di matrimoni celebrati legittimamente secondo le norme dei Paese in cui si sono svolti". Questo di oggi, scrive il sindaco, "è un ulteriore passo avanti di... Milano come 'Città dei Diritti' dopo il registro delle unioni civili, l'estensione alle coppie di fatto delle misure per il sostegno al reddito, il testamento biologico, lo sportello per la consulenza per la fecondazione eterologa e tante altre iniziative sui diritti sociali e civili che abbiamo promosso in questi anni. Spero - conclude - che quanto stanno facendo in questi giorni molti sindaci serva anche a sollecitare il Parlamento a varare una legge nazionale che possa superare ogni forma di discriminazione". Quello di Giuliano Pisapia "è un atto irregolare". Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, bacchetta il sindaco di Milano che oggi pomeriggio ha firmato la trascrizione di sette matrimoni gay celebrati all'estero: "L'anagrafe - spiega Calderoli all'Adnkronos - viene svolta dal Comune su delega dello Stato. E la legge dello Stato è chiara". Secondo l'esponente della Lega Nord oggi c'è stata "una manifestazione politica fine a se stessa, niente di più". L'ex ministro delle riforme del governo Berlusconi precisa che "un conto sono i diritti civili che possono essere regolamentati, altra cosa sono i matrimoni che devono essere solo tra un uomo e una donna perché presuppongono l'adozione". La Lega Nord potrà discutere dell'estensione di alcuni diritti civili in futuro, ma Calderoli precisa che "mai" sarà d'accordo a concedere l'adozione alle coppie omosessuali.

Fassino - “Appare evidente come sulla questione della trascrizione delle unioni coniugali contratte all’estero tra persone dello stesso sesso sia indispensabile un quadro legislativo nazionale che, colmando un vuoto normativo, consenta ai Comuni di gestire le ricadute operative in modo uniforme sull’intero territorio del Paese”. Lo ha scritto Piero Fassino, presidente dell’Anci e sindaco di Torino, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Interno Angelino Alfano, ai quali ha chiesto un incontro urgente su questo tema. “Il tema, infatti – aggiunge Fassino- è troppo delicato per essere lasciato al caso per caso, né d’altra parte si può affidarlo ad ordinanze prefettizie. Peraltro giacciono in Parlamento numerose proposte di legge depositate da tutti i gruppi parlamentari. E sul piano della coscienza civile il tema ha conosciuto una evoluzione culturale che sollecita ad affrontarlo, superando paure e pregiudizi”. Per questo “mi auguro – conclude il presidente dell’Anci - che il Governo voglia assumere iniziative che consentano di favorire in tempi rapidi l’adozione da parte del Parlamento di soluzioni legislative adeguate” e “per tutte queste ragioni sono a chiedervi un incontro urgente per adottare orientamenti comuni”.