(AdnKronos) - Ancora una notte di piogge e paura a Genova, dopo l'alluvione che già ieri aveva devastato la città e lo stato di allerta 2 su tutta la regione continua fino a mezzanotte di lunedì. Nella notte 'bombe d'acqua' e temporali hanno causato allagamenti sia sulla sede stradale che in punti critici come i sottopassi a Ponente ed in Valpolcevera con interventi di Polizia Municipale e squadre di volontari. Circolazione ferroviaria sospesa dalle 9 e 20 di questa mattina sulla linea Genova - Ovada - Acqui Terme per una frana che ha interessato i binari tra Borzoli e Acquasanta. Tra Genova e Campo Ligure è stato attivato un servizio con bus sostitutivi. Alle 10.30 nel levante della provincia di Genova è esondato il fiume Entella, a Chiavari in zona Ponte della Libertà, nella zona della foce. Il Ponte della Maddalena e la pista ciclabile sono stati chiusi - rende noto il Comune di Chiavari in una nota - la situazione è attentamente monitorata. Una ragazza di 27 anni mentre spalava il fango in via Trebisonda alle 9.30 è andata in arresto cardiaco. Soccorsa e intubata dal 118 è stata trasportata all'ospedale Galliera, dove resta ricoverata al reparto Rianimazione in gravi condizioni. In città sono in arrivo i militari del II Genio Pontieri di Piacenza per prestare aiuto alla popolazione alluvionata. In mattinata si è tenuto un vertice in prefettura con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. "Siamo ancora in piena emergenza" ha detto Gabrielli in conferenza stampa al termine dell'incontro. "Vorrei lanciare un monito. Siamo ancora in piena emergenza. Le previsioni per le prossime ore non sono assolutamente confortanti" e questo sia "per domani sia per lunedì". "E' una situazione di particolare criticità - ha sottolineato il prefetto - e tutti gli interventi e gli sforzi delle strutture di Protezione Civile devono andare in questa direzione" e in quella di "rendere i cittadini edotti sulla situazione". Quanto alle previsioni, "sono frutto di una valutazione - ha detto il capo della Protezione civile -. A Genova si è sbagliata valutazione, è indubbio, ma da qui a sostenere che queste persone sono da crocifiggere ne corre". "E' innegabile - ha però tenuto a precisare Gabrielli - che una serie di interventi strutturali dovevano essere fatti e non sono stati fatti". Gabrielli ha quindi assicurato che "se ci sono responsabilità saranno accertate. Ho una preoccupazione - ha aggiunto - questa città dal 2011 ha fatto un percorso molto importante nel tentativo di costruire un sistema utile, l'errore più grande sarebbe disperdere quel che si è fatto finora". Al termine del vertice in prefettura, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha riferito che l'alluvione "ha causato danni alle strutture pubbliche per 200 milioni di euro". Oggi il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha visitato i luoghi colpiti dall'alluvione. "Genova reagisce ma non basta, bisogna fare le opere" ha detto Bagnasco, che ha parlato di "una via crucis che si ripete, per la quarta volta, l'ultima nel 2011". "E questa volta è stata anche peggiore. Gente che ha perso nuovamente tutto, il lavoro, il sostentamento, famiglie intere con bambini piccoli, che dovrebbero ancora una volta ricominciare la propria attività ma ho sentito che alcuni non saranno più in grado. A parte la questione dell'allerta, servono interventi pubblici massicci, tempestivi e certi". Secondo Bagnasco, ''servono interventi massicci da parte delle amministrazioni, statali e locali, e tempestivi. E' assurdo e vergognoso che le burocrazie, di qualsiasi tipo siano, blocchino fondi che ci sono e che sono necessari per risolvere questo tipo di problemi o per venire incontro a queste persone che veramente soffrono per se è per le proprie famiglie. La gente - ha aggiunto - reagisce sempre, con forza, generosità, determinazione e caparbietà ma non bisogna confidare sulle energie spirituali, morali e psicologiche senza fine, bisogna che la città reagisca insieme, e si faccia presente''. Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero lancia un appello. "L'Europa e l'Italia, attraverso il calcio, devono mobilitarsi immediatamente per aiutare concretamente Genova e i suoi abitanti". "Non possiamo perdere neppure un giorno. Bisogna fare, subito. Chiedo ai presidenti del Coni, della Figc, alle leghe di Serie A e di Serie B di aprire un conto dedicato per la raccolta fondi. Tutte le società, tutti i calciatori, tutti gli sportivi devono aiutare chi, ancora una volta, ha perso tutto: la casa, il lavoro, la speranza che questa città possa realmente e finalmente cambiare", aggiunge Ferrero in una dichiarazione sul sito della Sampdoria. "Le istituzioni dello sport italiano - prosegue - devono coinvolgere quelle europee. Dobbiamo attivare un pronto intervento collettivo. Genova non deve sentirsi sola con i problemi irrisolti. Genova è una capitale dello sport italiano ed europeo: nessuno in questo momento deve tirarsi indietro e tutti la devono aiutare".