(AdnKronos) - La crisi economica sta cambiando anche la 'geografia' delle adozioni a distanza. Se finora la generosità degli italiani era rivolta ai bambini bisognosi nei Paesi in via di sviluppo, aumentano sempre di più le cosiddette 'adozioni in vicinanza'. Una forma di solidarietà grazie alla quale, con un contributo mensile, si può 'adottare' un bimbo nel nostro Paese, pagandogli ad esempio la retta dell'asilo nido, acquistando pappe, pannolini o provvedendo alle sue cure ed educazione. Spese alle quali le famiglie troppo spesso non riescono più a fare fronte. In Italia - come testimoniano gli ultimi dati di Save the Children - cresce infatti drasticamente la povertà minorile, con quasi 1 milione e mezzo di minori che vive in povertà assoluta e quasi 2.400.000 in povertà relativa. Un aumento che si registra soprattutto nel Sud d'Italia. Da qui le tante iniziative di associazioni impegnate nelle adozioni in vicinanza di bambini, ma anche di donne vittime di violenza, di madri single o famiglie in situazione di disagio economico. "Complice la crisi economica, aumenta la povertà in Italia e gli stessi enti locali non riescono a coprire i bisogni territoriali di welfare", commenta all'Adnkronos Vincenzo Curatola, presidente del ForumSad, che riunisce 121 associazioni di sostegno a distanza. Da qui la richiesta di aiuto, raccolta dalle associazioni che ampliano i loro progetti di adozione non più solo internazionale ma rivolta anche ai bisogni territoriali. Insomma - osserva - se da un lato si globalizza la povertà, che non e più solo dei paesi in via di sviluppo ma anche in quelli Occidentali, dall'altro cambia anche la solidarietà". "Dei progetti italiani di adozione in vicinanza, con un bilancio aggiornato - annuncia Curatola - si parlerà al prossimo Forum, in programma a marzo 2015 a Torino". Tra le associazioni pioniere nei progetti di adozione in vicinanza la Fondazione 'aiutare i bambini', che ha lanciato a giugno dello scorso anno un progetto che, ad oggi, ha raggiunto 15 asili nido distribuiti in tutta Italia e raccolto già 500 donatori. Con 15 euro al mese si permette a bambini, che altrimenti non avrebbero potuto pagare la retta, di frequentare l'asilo nido e ricevere tutto il necessario: pappe, pannolini, cure e educazione. Una nuova forma di sostegno che "incontra un interesse sempre maggiore - riferiscono all'Adnkronos responsabili della Fondazione - proprio perché in questo momento di crisi, i donatori sentono molto forte la necessità di aiutare 'in casa propria' le tante famiglie bisognose e i loro bambini". In Italia per questione di privacy - spiegano - non è possibile adottare un singolo bambino, come accade per il sostegno a distanza, che prevede l'assegnazione di un bimbo oltre che informazioni costanti al donatore sul 'figlio adottivo'. In questa forma di solidarietà 'in vicinanza' si può contribuire al finanziamento di un progetto, ad esempio quello sugli asili nido e al donatore saranno date informazioni sulla struttura e sulle sue attività. "Anche se quest'anno - riferiscono - abbiamo organizzato un 'open day' aprendo le porte degli asili nido sostenuti ai donatori".