(AdnKronos) - Lavorare su un prato, guardando la baia, col tepore del sole di un autunno mite. Il sogno di molti lavoratori autonomi, free lance e chissà quanti altri che mal sopportano luci al neon e colleghi al telefono, in open space troppo affollati e decisamente rumorosi. Lavorare all'aperto , insomma, e con un particolarità: farlo in piedi. Perché? "Lavorare seduti non è quello che la natura intende per noi". Parola della dottoressa della UCLA Medical Center, Camelia Davtyan. Un'ispirazione alla base della quale c'è il progetto 'Refold', gruppo neozelandese che ha progettato una scrivania leggera, resistente, riciclabile al 100%, facile da trasportare e da montare e con una finalità sociale: la possibilità di usarla in casi di emergenza oltre che in uffici, scuole e studi creativi. Refold sta raccogliendo fondi su Kickstarter, piattaforma di crowdfunding on line: la raccolta, iniziata il 29 settembre e che si chiuderà il 10 novembre, ha già raggiunto l'obiettivo dei 25mila dollari, arrivando finora (quando mancano 28 giorni alla fine) 197 sostenitori con un totale di 27.762 dollari. Il progetto nasce con la volontà di evidenziare la combinazione di innovazione e consapevolezza ambientale e può essere utilizzato come si preferisce. Anche da seduti, in realtà. A seconda dell'assemblaggio che si preferisce, 'Refold' prevede anche la scrivania classica per chi ama la comodità di sprofondare sulla sedia.

Capace di sopportare il peso di una persona, 'Refold' pesa appena 6,5 kg e si monta in meno di 2 minuti usando quattro pezzi principali, senza nastro adesivo o colla. La sua portabilità facilita il flusso di lavoro moderno, dicono gli ideatori, favorendo la collaborazione e permettendo di assemblare un ambiente di lavoro nuovo in pochi minuti o adattarlo alle esigenze che cambiano. Infine, grazie alla collaborazione con UNICEF Nuova Zelanda, queste scrivanie potranno diventare banchi di scuola e realizzare un reale cambiamento nelle scuole di coloro che sono meno fortunati. "Siamo entusiasti - dicono gli autori del progetto - di poter migliorare l'istruzione nelle isole del Pacifico e aiutare chi è nel bisogno".