Manovra, Enti locali chiedono tavolo urgente. Chiamparino: "Non aumento l'Irap, piuttosto lascio l'incarico"
- "La manovra è insostenibile per le Regioni, a meno di non incidere sulla spesa sanitaria". Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, in una conferenza stampa sulla legge di stabilità. "Ci sono margini per un confronto" sulla legge di stabilità, ma "è urgente un incontro con il governo" dice Chiamparino, che avverte: "Piuttosto che aumentare l'Irap lascio l'incarico: aumentarla significherebbe dare un colpo mortale all'economia".
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, dice che "sono in corso anche oggi e in questi giorni tavoli di lavoro del governo con le Regioni, in uno stile che abbiamo portato avanti e intendiamo continuare a mantenere. La legge di stabilità prevede in questo senso di proseguire in un patto di autonomia e responsabilità, tra governo centrale e Regioni, per i cittadini e la soluzione dei problemi dei territori''.
Upi - Ma a chiedere un tavolo urgente di confronto sulle ricadute dei tagli della legge di stabilità per tutto il sistema degli Enti locali è anche l'Upi. Questo quanto deciso in una riunione straordinaria della Presidenza Upi, a seguito dell'annuncio di un taglio di 1 miliardo alle Province previsto dalla legge di stabilità. Il taglio si aggiunge a quello già stabilito dalle precedenti manovre portando in tutto a 1 miliardo e 500 milioni la riduzione dei bilanci delle Province. ''A partire dal 1 gennaio 2015 molte delle funzioni attualmente esercitate dalle Province - dichiara l'Ufficio di Presidenza Upi - saranno spostate su Città metropolitane, Comuni e Regioni. Il taglio da 1,5 miliardi ricadrà direttamente sui bilanci dell'intero sistema degli enti locali. Il rischio è di un collasso complessivo del sistema, con immediate ricadute sui cittadini cui non sarà più possibile assicurare i servizi essenziali. Significa non riuscire ad assicurare la minima tenuta della sicurezza nei 130mila chilometri di strade provinciali, di non potere garantire la gestione e manutenzione delle scuole, le opere contro il dissesto idrogeologico, il trasporto pubblico locale. Il dissesto delle Province, che con questo taglio è certo, impatterà direttamente sui conti dello Stato. Chiediamo al presidente del Consiglio Matteo Renzi di aprire subito un tavolo per avviare un confronto serio con le Province e con i rappresentanti delle istituzioni che governano i territori". "Il 29 ottobre prossimo - annuncia l'Ufficio di Presidenza Upi - si terrà una Assemblea di tutti i Presidenti di Provincia per definire insieme le prossime iniziative da intraprendere''.
Sindacati PA - Sul piede di guerra i sindacati degli statali. ''La televendita del Presidente del Consiglio è l'ultima prova dell'incapacità di cambiare - commentano Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa - Uno spot che costerà carissimo agli italiani, un'operazione che scarica i costi della crisi economica soprattutto sugli enti locali colpendo servizi ormai al collasso. Il più giovane dei governi fornisce la più vecchia delle politiche: chi non sa riorganizzare il welfare taglia i servizi pubblici''. E avvertono: ''Questi ulteriori 15 miliardi di tagli lineari scellerati, di cui aspettiamo quantomeno i dettagli, mettono in ginocchio i servizi pubblici, unico argine a una crisi che sta impoverendo il Paese. E il risultato sarà un'altra ondata di tasse locali''.
