- Una manovra da 36 miliardi di euro, con ''18 miliardi di tasse in meno'', rispettando il tetto Ue del 3% ma con 11 miliardi di operazioni extra deficit. E' la legge di stabilità varata dal Consiglio dei ministri mercoledì sera e presentata dal premier Matteo Renzi, con tutti i numeri nelle slide (PDF), e dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. ''Abbassare le tasse come tagliare gli sprechi, non è di destra né di sinistra: in Italia è semplicemente giusto'', ha rivendicato il premier con un tweet.

Tra le misure viene confermato il famoso bonus di 80 euro per i lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 1500 euro (costo di 9,5 miliardi), via l'Irap sul lavoro per le imprese, con la possibilità di 800 euro di risparmio per un lavoratore che ne costa 30mila l'anno (costo 5 miliardi), e dal 2015 la possibilità per un triennio del Tfr in busta paga per il lavoratore che lo richiede. PADOAN - Si tratta di una manovra che "creerà lavoro'', con tutte ''le coperture dettagliate'' anche se esiste la possibilità che a fronte dei tagli previsti le Regioni aumentino il prelievo fiscale, dice il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a 'Radio Anch'io'. Una legge di stabilità che viene fatta ''in un contesto di recessione, il terzo anno consecutivo per il Paese, con sintomi di deflazione. E' indispensabile voltare pagina", insiste il ministro. "Creerà lavoro, ci sono risorse per i redditi bassi, per le partite Iva di redditi bassi c'è l'estensione dell'operazione sul bonus con 10 mld, è sforzo notevole e la conferma è un fatto importante", aggiunge Padoan. E c'è anche l'intervento per anticipare la liquidazione in busta paga: "C'è la possibilità per i lavoratori di mettersi in tasca il Tfr. Questo potrebbe generare carenza di liquidità nelle imprese e quindi c'è un accordo con il sistema bancario che compensa a costo favorevole un'eventuale carenza di liquidità". Le coperture della legge di stabilità "sono dettagliate" dice il ministro. Ma è possibile che a fronte dei tagli previsti le Regioni aumentino il prelievo fiscale. "Può darsi", risponde a una domanda in merito, "ma accanto a un prelievo c'è una nuova destinazione delle risorse". Di certo, sottolinea Padoan, sulla spesa pubblica "ci sono ampi margini di miglioramento dell'efficienza" e sulla spending review "nulla è stato imposto". Quanto ai "tagli alle Regioni e agli enti locali - osserva - sono frutto di un dialogo aperto da tempo". In ogni caso, sottolinea, "la pressione sulle Regioni non è ad aumentare le tasse, ma ad aumentare l'efficienza della spesa, perché i margini ci sono e margini più grandi di efficienza si ottengono dando gli stimoli giusti a iniziare dal governo".