Studiata per la missione di Samantha Cristoforetti, sarà domani al Salone del Gusto Roma, 22 ott. (AdnKronos) - La corretta alimentazione "è indispensabile per chi vive un'esperienza estrema come un viaggio nello spazio, ma anche nella quotidianità". Così David Avino, managing director di Argotec, racconta all'Adnkronos il 'cibo spaziale' creato per le missioni in orbita (FOTO). Avino presenterà giovedì al Salone del Gusto e Terra Madre 2014 (dal 23 al 27 ottobre a Torino), insieme all'astronauta Samantha Cristoforetti, una speciale minestra creata con i legumi dei presidi Slow Food. "Dopo sei mesi di studi siamo riusciti a elaborare una zuppa pronta all'uso che coniuga il gusto con le esigenze di conservazione di 18-24 mesi, lasciando il prodotto integro. E a Samantha è piaciuta moltissimo", assicura lo chef Stefano Polato, autore della ricetta, responsabile dello Space Food Lab di Argotec e chef ufficiale della missione 'Futura' dell'Agenzia Spaziale Italiana. I legumi dei presidi Slow Food 'in orbita' - Insomma, non è vero che gli astronauti mangiano solo cibo in pillole. Con la missione 'Futura' di Samantha Cristoforetti, la prima donna astronauta italiana dell'Esa, a fine novembre sulla Stazione Spaziale Internazionale arriverà, dunque, una speciale 'zuppa spaziale' realizzata con legumi dei presidi Slow Food. La piattella canavesana, la lenticchia di Ustica, la fava di Carpino e il cece nero della Murgia carsica sono gli ingredienti principe della minestra che segna una vera rivoluzione gastronomica nell'alimentazione degli astronauti. Realizzata da Argotec, l'unica società responsabile in Europa per lo space food degli astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), la zuppa di legumi rispetta pienamente la filosofia "buono, sano, e giusto" di Slow Food. "Il progetto - racconta David Avino - è nato un anno fa pensando al programma sull'alimentazione che realizzerà Samantha Cristoforetti nei suoi sei mesi in orbita". "Così abbiamo deciso di condividere con Slow Food quest'esperienza che rispecchia pienamente il 'mood' dell'associazione internazionale impegnata a ridare valore al cibo", aggiunge David Avino che sempre giovedì lancerà il nuovo sito www.readytolunch.com. Lo chef - Nella zuppa "i legumi dei presidi Slow Food sono accompagnati da spezie come rosmarino, alloro, salvia, da aglio e cipolla e la minestra richiede a Samantha appena 8 minuti per riscaldarla e gustarla", spiega Polato. "Non è stato semplice preparare questa minestra da mandare nello spazio e la marcia in più - dice lo chef - è stata la collaborazione con i nutrizionisti, l'aiuto di Andrea Pezzana che è il direttore di SoSD Dietetica e Nutrizione della Clinica Ospedale San Giovanni Bosco di Torino". In orbita anche il primo caffè espresso - Insomma quando Samantha Cristoforetti partirà per la sua missione sulla Iss il 23 novembre prossimo, oltre a dieci esperimenti scientifici supertecnologici, come una stampante 3D spaziale o una maglietta hi-tech per lo studio del sonno, porterà sul primo avamposto umano nello spazio anche cibo di alta qualità che sarà accompagnato dal primo caffè espresso italiano spaziale che preparerà con IssPresso, la prima macchina espresso a capsule realizzata da Argotec con Lavazza e l'Agenzia Spaziale Italiana, in grado fare un buon caffè in microgravità e in condizioni estreme.