Roma, 29 set. (AdnKronos) - Dubbi, soprattutto sulle prospettive, e diversi rilievi puntuali. Come da tradizione, le audizioni di Bankitalia e Ufficio parlamentare di bilancio 'smontano' e analizzano in profondità le principali linee guida del Def. A partire dal piatto forte, quello della tassazione sugli immobili. Con l'annunciato taglio dei tributi sulla prima casa, osserva via Nazionale, verrebbe rivista per la quinta volta in sette anni. ''Le frequenti modifiche alla fiscalità immobiliare potrebbero indurre le famiglie a non reputare lo sgravio ora programmato come permanente'', avverte il vice direttore generale di Bankitalia, Luigi Signorini. Così come va rilevato che ''tra gli interventi più direttamente capaci di innalzare la crescita rientrano quelli, programmati solo dal 2017, destinati a ridurre il carico sui fattori della produzione''. A Bankitalia sta a cuore anche la riduzione del debito pubblico. ''Le scelte del governo, sul profilo temporale del riequilibrio dei conti pubblici, vanno attentamente valutate tenendo conto dell'importanza di dare avvio a una chiara e progressiva riduzione del debito, dopo otto anni di crescita ininterrotta'', spiega Signorini. Esprime perplessità, invece, sull'impianto del Def l'Upb. Leggendo la nota di aggiornamento al Def ''qualche dubbio viene, sulla coerenza complessiva del quadro'', afferma il presidente Giuseppe Pisauro, che chiede più trasparenza: ''Abbiamo bisogno di conoscere i dettagli della manovra". Anche perché, aggiunge, Dalla lettura della nota di aggiornamento del Def ''si potrebbe immaginare che le clausole di salvaguardia vengano disattivate nel 2016 e che non vengano disattivate completamente negli anni successivi''.