Il vino italiano piace all'estero, export +6,5% nel 2015
Crescono il valore del mercato e il prezzo medio per litro
Roma, 30 set. - (AdnKronos) - Il vino italiano si compra e si beve sempre più volentieri all'estero. I dati di Assoenologi sul primo semestre 2015 certificano la crescita dell'export: + 6,5% in valore rispetto allo stesso periodo del 2014, un mercato da 2542 milioni di euro. In diminuzione il volume dell'esportato (-1,67%), compensato dall'aumento del valore medio unitario (vmu) di venti centesimi al litro (da 2,40 a 2,60 euro).
Non tutte le regioni italiane sono ugualmente virtuose. Il Veneto resta sul podio con un valore di 855,4 milioni di euro e una crescita del +11%; medaglia d'argento per il Piemonte con 436,3 milioni e un trend stabile -0,6%. Ma la vera reginetta dell'export si conferma la Toscana: il valore export è cresciuto del 25,8%: merito dei vini rossi Dop toscani (270 milioni di euro), più ricercati di quelli bianchi Dop (10,5 milioni). Hanno visto momenti migliori le cantine di Lombardia (-7,5%), Emilia Romagna (-14,9%) e Marche (-10,7%).
I principali clienti non sono europei. Il mercato cresce veloce soprattutto in Asia centrale (+17%) e Nord America (17%). L’export verso i Paesi terzi corre quattro volte più veloce che nell’Unione Europea, +10,8% contro il +2,6%. Il differenziale è di appena 36 milioni di euro tra le due aree, dovuto al diverso vmu: in Ue questo valore è di 1,96 euro/l, negli altri Paesi è di 3,90 euro/l. La Svizzera, tuttavia, registra uno dei vmu più alti: 6 euro/litro.
A conclusione del report, il commento ottimista di Assoenologi: "Il primo semestre dell’anno si chiude in maniera brillante per il vino italiano, grazie alla capacità delle imprese che hanno saputo cogliere le opportunità della domanda internazionale. Si delineano nuovi scenari per l’offerta enologica italiana in un’evoluzione continua che ridisegna il ruolo crescente di alcune aree commerciali nel panorama globale. L’effetto combinato del successo internazionale di Expo 2015 e della fase espansiva delle principali economie faciliterà l’espansione della presenza del vino italiano nei mercati internazionali".
